Boom di #anziani che mangiano un #pasto al giorno

Siamo in ripresa“, “si vede la luce alla fine del tunnel” … e via dicendo. Questi sono gli spot televisivi raccontati dai nostri amati politici incapaci ed incompetenti su tutti i mass media italiani contraddicendo la realtà della vita quotidiana.
Molte famiglie sopravvivono grazie alle pensioni degli anziani in casa mentre in televisione si racconta che l’occupazione continua a crescere.
Nessuno pensa alla realtà della terza età che, vuoi perchè disabili vuoi perchè detentori di una pensione da misericordia, spesso vive, anzi sopravvive, grazie ad un pasto al giorno. Nel web potete trovare tantissime storie, noi ne abbiamo trovata una nella provincia della Capitale della Cultura 2016.

MANTOVA. «Come faccio a vivere con 350 euro al mese? Rinunciando a molte cose e ricevendo l’aiuto dei volontari di un’associazione. Per fortuna un pasto al giorno mi basta». Non cerca pubblicità la donna di 78 anni che parla al telefono. Non è stata lei a cercare la Gazzetta, ma si è resa disponibile a raccontare la sua storia. La premessa per capire è un numero: 350. Sono gli euro che percepisce ogni mese per l’invalidità che l’accompagna da quando ha nove anni. E con quelli deve campare.
È una delle oltre duecento persone seguite dal Club Tre Età, l’associazione di volontariato di Borgo Pompilio che da molti anni effettua servizi gratuiti rivolti soprattutto agli anziani. Con “seguite” si intende controllate dagli operatori che telefonano all’orario prestabilito per chiedere se va tutto bene e da quelli che vanno a casa degli utenti per fare due chiacchiere e portare, in caso di necessità, la spesa.
È stato nell’ambito di questi controlli, intensificati nel periodo estivo, che i volontari hanno fatto una scoperta. «In cinque appartamenti abbiamo trovato i frigoriferi vuoti – riferisce il presidente, Luciano Tonelli – Si tratta di anziani single che recepiscono pensioni minime e che ci hanno spiegato di aver finito i soldi. Le abbiamo aiutate, ma si tratta di un brutto segnale. Quante sono le persone che si trovano in condizioni analoghe?».

Il Club non fa allarmismo, non dice che a Mantova “si muore di fame”. Ma l’associazione non può fare a meno di notare che le situazioni di difficoltà estrema, un tempo rare, ora sono decisamente più frequenti. L’anziana signora che, attraverso il Club, abbiamo contattato per farci raccontare di come si possa tirare avanti con poche centinaia di euro al mese, entra di diritto in questa fascia debole. «La mia situazione è peggiorata tre anni fa – racconta – quando mio marito, che soffriva da tempo di Parkinson, è entrato in una Rsa. Non riuscivo più ad assisterlo in casa, e tutta la sua pensione ora serve a pagare la retta. Sono rimasta perciò con la mia indennità».
Basta pensare a quanto può ammontare la spesa per una bolletta del gas o a quanto spendiamo per fare la spesa senza nemmeno riempire la dispensa per capire che con 350 euro al mese c’è poco da stare allegri. «Cosa vuole che le dica – racconta – riesco ad arrivare a fine mese grazie all’aiuto del Club. Un chilo di zucchero, ad esempio, mi basta per un mese…». Sì, ma non si vivedi zucchero. Che mangia ogni giorno? «Faccio un solo pasto, a mezzogiorno – dice – ormai il mio corpo si è abituato. Un piatto di pasta, il pane, il latte…».
E la frutta? E la verdura? E la carne? «Per fortuna non è cibo che mi piace e non ne sento la mancanza» dice con un pizzico di ironia.
«Ovviamente niente mare o montagna e niente pizzeria o altre cose che per molti fanno parte della quotidianità – aggiunge la signora – E per fortuna, negli anni, mio marito e io con tanti sacrifici ci eravamo comprati l’appartamento. Almeno non devo pagare l’affitto. Vorrei rinunciare alle spese telefoniche, ma come si fa? Non posso vivere isolata. Un’altra fortuna è che non ho bisogno di farmacia: godo di buona salute».

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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