Caro Poletti, l’Italia non ha più bisogno dei suoi #insulti

Egregio Presidente Paolo Gentiloni,
Egregi dirigenti del Ministero del Lavoro,

L’uscita inappropriata del Ministro Poletti sui Giovani Italiani, mi ricorda gli epiteti di altri Ministri come la Fornero che ‘esortava i giovani a non essere troppo “choosy”, schizzinosi nella scelta di un lavoro, quando il lavoro non c’era.

Qualcun altro li aveva definiti ‘bamboccioni’, ancora legati ai genitori, ma perché ancora il lavoro latita.
E’ compito di un Ministero sviluppare lavoro per gli stessi e approntare politiche educative mirate all’emancipazione, formazione alle prove dell’esistenza, alla buona condotta, certo oltre alla famiglia.

Ma quello che ci dà più fastidio è l’approccio negativo, offensivo verso i giovani che subiscono le condizioni attuali, da un dicastero che dovrebbe invece guidarli, aiutarli a vincere le sfide della loro età.
Questo atteggiamento è significativo del fatto che forse nemmeno al Ministero ci siano idee su come affrontare la situazione italiana che dal 2001, anno di applicazione della Globalizzazione economica e dell’Euro, ha visto perdere 600.000 aziende e 270.000 imprese agricole. Il Ministro Poletti dovrebbe lottare contro queste anomalie non contro i giovani che le subiscono.

Se non si mette mano a questa debacle causata dalla pazzia liberista di apertura indiscriminata dei confini, non potremmo dare lavoro né ai giovani e né ai meno giovani.

Chissà perché siano molti gli economisti ad attestare come l’AUTOSUFFICIENZA economica porti alla piena occupazione. Se è così proviamoci! Non abbiamo mai messo in discussione le regole della Globalizzazione e dell’Euro che hanno portato alla povertà milioni di Italiani.

Sarebbe ora di cominciare a farlo, e Ministri che non hanno né una visione né le competenze per affrontare queste situazioni siano sostituiti.

Chiediamo perciò le dimissioni immediate del Ministro Poletti.

Cordiali saluti

Tarcisio Bonotto
Presidente Istituto di Ricerca Prout

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