A volte è veramente necessario scomodare anche i nostri defunti per riuscire ad incassare un’assegno circolare. Non è uno scherzo, non è una battuta.
La Signora Nella, una pensionata agricola di 78 anni, ha avuto la bella idea di farsi venire un infarto il 30 luglio 2005. Dopo tre anni le condizione di salute del marito, che attualmente ha 94 anni, si sono così aggravate tanto da costringere i figli a trasferirlo presso il proprio domicilio così da poter fornire tutte le cure necessarie.
Con la casa vuota inutile quindi procedere con l’abbonamento telefonico alla Telecom (ora Tim), ancora intestato alla Signora Nella. Il nipote ha proceduto pertanto all’invio di tutta la documentazione necessaria alla Telecom, certificato di morte compreso, per disdettare l’abbonamento.
Pensate che la vicenda si sia così conclusa? Magari! L’Azienda telefonica ha deciso di inviare una raccomandata, con ricevuta di ritorno, alla defunta per restituirle la cauzione, versata molti anni addietro, allegandole un assegno circolare. Le poste del paradiso, prontamente attrezzate ed organizzate, hanno saputo re-inviare la raccomandata sulla terra ferma all’indirizzo della cara estinta.
Scusate la nostra ironia ma abbiamo ritenuto, dopo la nostra reazione di assoluto sconcerto e di indignazione, prendere l’argomento con spirito.
Con questa pratica la Telecom, azienda leader di mercato, ha impedito la restituzione della cauzione, trattenendosi di fatto la somma. Da quanto tempo questa metodologia va avanti? Per quante persone scomparse è stata realizzata?
I nostri più vivi complimenti alla cara e vecchia Telecom, azienda che di certo “allunga la vita“.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

Pubblicità

Condividi su