L’odissea di un piccolo #agricoltore che vuole affittare i suoi #terreni

Tutti sappiamo non solo che la burocrazia, la regolina di turno, non ci abbandona mai, ma addirittura la supremazia dei cavilli fanno si che la voglia di lasciare abbandonato il proprio piccolo pezzo di terra si faccia largo.
Il caso che ci sottopone Roberto Bartolini nel suo articolo lascia veramente perplessi. Come può un piccolo imprenditore sopportare costi di questo genere ? Tutto è organizzato per dare lavoro ad un plotone di impiegati e burocrati che, magari, non hanno mai visto e non hanno mai lavorato in un’azienda agricola.

Il regime Pac per i piccoli agricoltori prevede un pagamento annuale forfettario che sostituisce tutti i pagamenti diretti, per un importo massimo di 1250 euro. Se un agricoltore ha aderito al regime dei piccoli agricoltori, non può stipulare un contratto di affitto di terra e titoli, a meno che non receda dal regime dei piccoli agricoltori per poi affittare la sua terra.

Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia sottolinea che ogni anno l’agricoltore che ha aderito al regime dei piccoli agricoltori può fare due scelte:

1.Domanda di conferma
2.Domanda di recesso

La domanda di recesso consente all’agricoltore di uscire dal regime dei piccoli agricoltori, potendo così stipulare un contratto di affitto/comodato di terra e titoli. Alla fine del contratto di affitto, i titoli ritornano in possesso del proprietario del fondo.

Attenzione però: l’attuale regime Pac dura sino al 2020 e dopo questa data la normativa potrebbe cambiare, quindi non sappiamo cosa succederà ai titoli attuali. Perciò è prudente fare un contratto di affitto che non si prolunghi oltre il 2020.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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