Quattro #chiacchiare con Enrico Miceli di coltivazionebiologica.it

Volete vivere un’esperienza agricola concreta? Oggi abbiamo l’onore di parlare con Enrico Miceli, cofondatore di coltivazionebiologica.it.  

Come e perché nasce il blog Coltivazionebiologica.it?

Il blog nasce più che altro dal nostro desiderio di diffondere le buone pratiche dell’agricoltura biologica. In giro c’è molta confusione sull’argomento, e spesso si commette l’errore di credere a leggende metropolitane che di biologico hanno poco o nulla. Per cercare di dare quindi, in materia di biologico, informazioni corrette e serie, abbiamo deciso di mettere in piedi questo blog. In pratica è una guida alle corrette prassi dell’agricoltura bio. Abbiamo deciso, insomma, di regalare le nostre conoscenze a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e creare un proprio orto senza veleni, anche utilizzando semplicemente il proprio terrazzo o il balcone di casa. Questo perché, sia nei grandi che nei piccoli spazi, è oramai necessario agire biologico.

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Da chi è composta la redazione?

Siamo in due. Carmine Mauro è il contadino. È da anni che lavora a contatto con la terra, ed ha una forte esperienza fatta di tanto studio e di tanta (tanta) pratica sul campo. È un contadino di nuova generazione, legato alla terra ma curioso verso ogni forma di evoluzione e, più in generale, verso la conoscenza. Lavorare la terra è una passione e quando ce l’hai non puoi farne più a meno. E ovviamente, se ami la terra, non puoi che lavorarla nella maniera migliore possibile per lei. Per te che la ami, trattarla bene diventa un dovere morale.

Enrico Miceli invece si occupa del sito, della parte tecnica, delle parti legate alle inchieste e delle documentazioni. È un giornalista con esperienza pluriennale, e questa complementarietà dei ruoli è sicuramente un valore aggiunto per il blog. Probabilmente il suo punto di forza. 

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Perché è così importante l’agricoltura biologica?

L’agricoltura biologica è il cardine della ritrovata coscienza etica nei confronti dell’ambiente. L’uso dei pesticidi è dannoso per la salute dell’uomo. L’agricoltura oggi rappresenta la nuova frontiera dello sviluppo economico. In questi anni di crisi, il settore agricolo, nonostante tutto, è stato l’unico in costante crescita in termini di PIL e occupati. Diventa quindi un dovere morale far sì che questa crescita avvenga in modo sano e rispettoso per l’ambiente e per la salute delle persone. E per fare questo è fondamentale il biologico.

Da considerare inoltre l’interesse delle nuove generazioni per l’agricoltura. Questo ritorno alla terra, che è in atto da diverso tempo, si sposa benissimo con la coltivazione biologica.  

 

Quali sono a vostro avviso i problemi e i limiti che l’agricoltura, in generale, oggi, sta attraversando?

In una catena distributiva agro-alimentare basata sulla GDO (grande distribuzione organizzata), l’agricoltura tradizionale vede i guadagni per i contadini ridotti al minimo. La maggior parte del valore aggiunto viene spalmato lungo la catena distributiva, le aziende agricole sono sempre più orientate alla minimizzazione dei costi, e prediligono scelte produttive di tipo convenzionale, basate sull’utilizzo dei fitofarmaci. Molte, troppe aziende, lasciano scadere la qualità a danno dei consumatori finali, che ne pagano il prezzo. L’agricoltura biologica è la strada per uscire da questo sistema perverso. E si può fare attraverso le piccole produzioni biologiche certificate, i contadini orientati ad uno stile naturale che si ritrovano nei piccoli mercati, i canali distributivi diretti a km 0, i giovani che si affacciano all’agricoltura con una maggiore predisposizione a queste tematiche. Serve sensibilizzare le persone e fare gruppo. Questi elementi contribuiscono a far sì che sulle tavole degli italiani possano finalmente arrivare prodotti agricoli di maggiore qualità e a prezzi competitivi. Che preservino il  guadagno del contadino e non quello delle grandi catene commerciali.

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Il vero biologico è possibile, o è solo un’utopia?

Il vero biologico a nostro avviso è possibile, e con il nostro blog proviamo a spiegare come metterlo in pratica. L’importante è che ci sia un nuovo modo di pensare all’agricoltura anche da parte dei tecnici del settore, che dovrebbero aiutare i contadini a fare scelte tecniche non basate esclusivamente sul guadagno sicuro, ma anche sulla qualità e genuinità in termini assoluti delle produzioni. Orientare la produzione agricola al biologico è possibile, basta imparare tecniche nuove e adottare le giuste contromisure agronomiche. Basta ripensare all’agricoltura con un nuovo approccio e la coltivazione biologica diventa possibile anche per le grandi produzioni. Limite, questo, di cui il biologico è sempre stato accusato.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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