Un litro di #chinotto costa il doppio di un litro di #latte

Mentre i nostri politici esultano per l’interruzione dei litigi in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, il lattiero caseario sprofonda nelle sabbie mobili. Pensate che esageriamo? Provate a guardare le quotazioni del latte spot quotato a Lodi o a Verona e vedrete una situazione assolutamente drammatica nell’ultimo triennio.

Italia,_Lodi_-_Prezzo_del_Latte_crudo_spot_nazionale-

Mentre si stanno cercando delle proposte valide in Commissione Agricoltura convocata poche ore alla settimana per non gravare sullo stato psico-fisico dei parlamentari italiani, i nostri Allevatori devono scegliere se pagare la farina per l’alimentazione del bestiame o il gasolio agricolo. Parliamo di due realtà che non dialogano per volontà politica così da poter raccontare nei talk show che “stiamo lavorando per voi” oltre ad assumere uno status di meraviglia e di compianto per il servizio giornalistico trasmesso nel momento.

Un’Italia dove impera la voglia di chiusura di attività agricole che, una volta scomparse, non ripartiranno mai più. Il colmo della politica è che i nostri rappresentanti sono convinti che per farci ripartire basta “girare la chiave” con la semplice illusione dei finanziamenti per i nostri giovani che, invece, spiccando di ingegno e di acutezza, hanno ben capito ed intrapreso una strada diversa, magari estera.

L’agroalimentare è stato affondato dalla “santa distribuzione”. Il 3X2 a carico del produttore oltre alle condizioni commerciali al limite dell’indecenza hanno il solo obbiettivo di regalare un bel cappio a chi si illude di fornire buoni quantitativi di merce. L’importante è dissimulare ogni arroganza tanto ben distribuita. Il consumatore deve essere confuso con etichette approssimative, scritte talmente in piccolo tanto da rendere necessaria una vista da dieci decimi oltre all’uso della lente di ingrandimento.

Italia,_Verona_-_Prezzo_del_Latte_crudo_spot_nazionale-

Il latte, nostro prodotto principe delle tavole italiane, deve essere svenduto ai consumatori e pagato sottocosto ai produttori. La “qualità costa” non per la GDO che fanno del prezzo l’unica ragion di vita; del resto chi se ne frega! I manuali dei principi etici su cui si fondano le grandi Coop GDO sono carta straccia, utile nemmeno ad essere riciclata da quante promesse sono scritte e mai mantenute.

Un’Italia che non ricorda le sue eccellenze agroalimentari perchè i suoi Sindacati storici hanno perso i loro obbiettivi e gli stessi motivi per cui sono stati creati dai padri fondatori. Un Paese che avanza con la sua attività fatta di riunioni inutili dove magari si evidenzia la forma e la lunghezza che deve avere la “zucchina” di turno trascurando il prezzo sottocosto del latte  

L’importante è che un litro di chinotto costi il doppio di un litro di latte.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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