Ecco gli #affari al Ministero delle Politiche Agricole: amicizie e #favori intrecciati senza alcuna #dignità

Giusto per tranquillità, sconsigliamo la lettura di questo articolo ai malati di cuore. L’amicizia e gli affari vanno di pari passo nel mondo politico romano, ovviamente senza escludere il Ministero delle Politiche Agricole. A leggere l’articolo pubblicato da Agricolae si rimane increduli, per non dire particolarmente indignati.

Iniziamo con il Curriculum Vitae del Sig. Mauro Rosati
Sul suo sito personale Mauro Rosati racconta di essersi diplomato nel 1987 e di aver intrapreso una serie di esperienze lavorative come perito informatico. Successivamente dirige per un anno una radio senese e si impegna nella gestione di due “importanti” discoteche toscane.
Nel 1993 entra in banca. Sul suo sito personale non lo scrive, ma l’Istituto di credito è Monte dei Paschi di Siena. Rosati si impegna anche politicamente, senza nulla togliere al lavoro di bancario. L’impegno viene presto ripagato, tanto che viene eletto per due mandati consecutivi consigliere al Comune di Siena. Il suo progetto politico è quello di riportare i concerti in Piazza del Campo a Siena. Rosati comprende ben presto che la carriera bancaria non rientra nel suo progetto di vita.

Il salto professionale al Ministero delle Politiche Agricole
Oggi Rosati è un Consigliere del MIPAAF. La sua specializzazione sono le politiche di valorizzazione e tutela dei prodotti agroalimentari e le politiche digitali per la tutela del Made in Italy agroalimentare. Per dispensare i suoi consigli percepisce, fin dal 2014, uno stipendio che è variato dai 16.500 ai 27.500 euro lordi. Quest’anno ridotto a 20mila.
Rosati, contemporaneamente a questi impegni, come quando lavorava in MPS, porta avanti l’attività di giornalista, food writer e conduttore televisivo, collaborando prima per La Nazione e successivamente per l ‘Unità e con trasmissioni televisive come Linea Verde su Rai Uno. Tra le altre, Rosati è anche il direttore generale di una fondazione senese, Qualivita. Fondazione che ogni anno pubblica un annuario dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli italiani. Per pubblicare questo annuario la Fondazione riceve fondi proprio dal Ministero a cui Rosati elargisce i suoi pareri. Oggi, carte alla mano il MIPAAF deve alla Fondazione di cui il perito informatico senese è direttore, 200.000 euro.

Conclusioni
In sostanza Rosati viene pagato da Maurizio Martina per consigliare lo stesso ministro. Ed è direttore di una Fondazione che prende finanziamenti dallo stesso Mipaaf. “Non c’è alcun conflitto di interessi”, rassicura ad AGRICOLAE Mauro Rosati. “Abbiamo controllato in maniera approfondita prima della stesura del contratto di consulenza”.

Giusto per tirare le fila possiamo dire che:
– grazie al PD il Sig. Rosati porta a casa 220.000 euro annui;
– che al Ministero i conflitti di interesse “non” esistono;
– che il Ministro Martina probabilmente non sa che il Sig. Rosati collabora con XX Settembre;
– che al Ministero vengono chieste consulenze a soggetti che non hanno fatto percorsi di studio e percorsi professionali adeguati alle necessità d’ufficio;
–  che ancora una volta è stata certificata l’assenza della meritocrazia nel pubblico impiego;
– che il Ministero regala 200.000 euro annui ad una fondazione per un annuario ossia una semplice pubblicazione.
Mentre le Aziende Agricole chiudono al Ministero delle Politiche Agricole si naviga nell’oro, giusto per disprezzare il lavoro e premiare le amicizie.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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