Fatti e promesse in #agricoltura: i politici vivono di fantasie ed illusioni

Dopo una giornata quotidiana fisicamente massacrante perchè iniziata all’alba ti siedi a tavola, non solo per cenare, ma anche per ritrovare un po di riposo nel clima famigliare. Come fai a rilassarti ad ascoltare o a leggere le folli dichiarazione dei nostri rappresentanti parlamentari?

Roberto Formigoni, Presidente Commissione Agricoltura al Senato della Repubblica
“Il 2015 direi che è stato molto positivo. L’agroalimentare italiano è stato protagonista assoluto di Expo che ha avuto il successo da tutti riconosciuto. Soprattutto l’Expo ha aperto una prospettiva nuova. Gli italiani che conoscevano le eccellenze dei nostri prodotti se ne sono resi più consapevoli e a livello internazionale si sono aperte prospettive più rosee”.
“Il governo e la maggioranza hanno dato un’importanza meritata dai nostri produttori e agricoltori”
“Dobbiamo proseguire su questo trend aumentando le possibilità di accesso per i giovani che vogliono abbracciare con impegno questo comparto e ritorno alla terra”

Luca Sani, Presidente della Commissione Agricoltura Camera dei Deputati
“Siamo coerenti con quegli obiettivi che vedono il Paese puntare sullo sviluppo agroalimentare come un asset strategico per la crescita e lo sviluppo e quindi nel 2016 dovremo continuare su questa linea cercando di sostenere ancora di più il primario”
“Risorse consistenti che vanno associate a politiche che incentivano una maggiore strutturazione del sistema delle imprese ancora troppo frammentato e che richiedono risorse ancora maggiori di quelle impegnate fino ad ora ma necessarie se vogliamo rendere il sistema agroalimentare competitivo nel mondo. Il governo e il Parlamento hanno dimostrato che l’attenzione c’è e che se facciamo squadra può rappresentare un settore importante per li paese. Finora è stata come una Ferrari parcheggiata in garage, consapevoli delle sue potenzialità. Ora è arrivato il momento di accendere il motore e partire”.

Maurizio Martina, Ministro delle politiche Agricole
“Abbiamo vissuto una fase di rinnovato protagonismo innanzitutto per l’Esposizione universale che, con più di 21 milioni e mezzo di visitatori, ha segnato un momento straordinario per tutta l’Italia, grazie anche alla forza trainante della discussione globale che abbiamo portato avanti su come garantire cibo sano, sicuro e sufficiente a tutti, uno dei temi più cruciali del mondo, in cui la questione agricola e quella alimentare si sono rivelate in tutta la loro centralità”.
“La prima applicazione della Pac è stata gestita, nonostante i pesanti problemi di burocrazia e gestione amministrativa ereditati. I piani nazionali ora possono entrare nella loro fase esecutiva, a partire da quello strategico sulle assicurazioni. La legge 91 ha segnato uno snodo assai rilevante per i settore lattiero, per le innovazioni apportate sul fronte del contratti (scritti e annuali) e per l’avvio di un giusto meccanismo di indicizzazione dei prezzi per meglio rispondente al mercato e alla tutela del reddito degli allevatori. Accanto al Piano Latte, ovviamente, va segnalato anche il Piano Olio che per la prima volta attiva importanti risorse nazionali accanto a quelle dei PSR regionali”.
“Sul fronte vitivinicolo credo che si siano compiuti passi utili, a partire dallo sblocco della delicata questione dei diritti d’impianto”.
“Mettiamo in campo interventi significativi, a partire dalle tanto attese cancellazioni dell’Irap e dell’Imu agricola, realizzando così un’inversione di rotta senza precedenti. A conti fatti, la pressione tributaria viene tagliata di oltre il 25%”.
“Nell’ambito della legge di stabilità vanno inoltre segnalate le scelte operate per innalzare la compensazione Iva sul latte e sulla carne a tutto vantaggio della nostra zootecnica, gli interventi per la pesca e il mondo saccarifero, gli oltre 20 milioni investiti dopo anni di blocco sulla ricerca agricola attraverso il Crea, il piano da 45 milioni per il rinnovo del parco macchine agricole per garantire più innovazione e più sicurezza, l’estensione del credito d’imposta per gli investimenti produttivi anche all’agricoltura e alla pesca nelle aree del mezzogiorno, l’estensione degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato anche per il settore primario ed i 140 milioni di euro in due anni per le assicurazioni contro le calamità”.
“Sul fronte delle semplificazioni rivendico con successo il piano di riorganizzazione delle strutture ministeriali: dopo la nascita del Crea (dalla fusione di Cra e Inea) abbiamo operato per il superamento di Agensud e per l’accorpamento di Ismea e Isa in una unica struttura più funzionale e robusta”, continua ancora Martina. “Su questo fronte ricordiamo anche dal primo gennaio 2016 l’avvio di uno strumento come il Registro unico dei controlli, l’attivazione del progetto Agricoltura 2.0 che è oggi a tutti gli effetti parte dell’agenda digitale italiana e l’impegno profuso per la riorganizzazione del Corpo forestale della Stato che vedrà il suo compimento proprio all’inizio dell’anno prossimo”. Ma non solo questo: “Il piano per l’internazionalizzazione agroalimentare che abbiamo fortemente voluto con il Mise si sta dispiegando con successo, a partire dagli Stati Uniti d’America e il record di 36 miliardi di euro di Export che toccheremo quest’anno ci spinge a fare sempre meglio. Così come importante è la sperimentazione avviata con la grande distribuzione organizzata a livello nazionale attraverso la campagna di promozione a sostegno della riconoscibilità sullo scaffale delle nostre DOP e IGP”. Di grande rilievo, inoltre, “l’iniziativa condotta per la reintroduzione dell’indicazione dello stabilimento in etichetta. Sul fronte dell’occupazione e del lavoro i 16mila nuovi posti generati nei primi sei mesi del 2015 hanno dato il segno di una inversione di tendenza tutt’altro che scontata”. Ultimo punto “ma non certo meno importante – spiega ancora il ministro – è rappresentato dal nuovo impulso che abbiamo fortemente voluto dare proprio dal Ministero delle politiche agricole alla lotta per contrastare il caporalato e il lavoro nero: il disegno di legge presentato dal governo a novembre ora passa all’esame dal parlamento con la determinazione a fare presto e bene anche su questo fronte cruciale. Altri due temi di primo piano sono stati impostati e dovranno essere chiusi nei primi mesi del 2016 in parlamento: la legge per la tutela del suolo agricolo e quella contro gli sprechi alimentari”.

Cari giovani, dopo tutte queste notizie perchè ritornare alla terra sapendo di essere governati da questi rappresentanti in presenza di un’assenza sindacale? Ma in che film l’hanno visto tutta questa “beneficenza”, tutta questa crescita? Forse meglio cambiare canale!

Siamo alla stregua di…potenkinFantozzi

 

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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