I Sindacati agricoli in #Italia cosa servono?

I questi anni la presa di coscienza dell’agricoltore sta aumentando sempre di più, anche se il Sindacato adotta ogni strategia per confondere ed ingannare l’associato di turno.
Tutti ci siamo domandati a cosa servono i Sindacati, una casta intoccabile, potente, autoritaria, ben addentrata nelle stanze dei bottoni.
Facciamo il punto della situazione.

Il Sindacato è assolutamente indifferente agli agricoltori ossia ai custodi del territorio. Se dovesse essere abbandonata l’attività agricola il territorio rimarrebbe incustodito con una conseguente alta probabilità di disastri naturali dai costi umani ed economici non sostenibili da qualsiasi Paese. Purtroppo l’agricoltore o meglio il socio è considerato un numero nella massa con nessuna voce in capitolo.

Il Sindacato procede inesorabilmente a soffocare la qualità dei nostri prodotti. Il prodotto estero non è controllato come quello italiano. Siamo il Paese che fa più controlli sanitari nel settore alimentare di tutta l’Europa, grazie all’attività dell’ASL e grazie anche all’attività volontaria dei Consorzi di qualità. Questo evidente particolarità che hanno i nostri prodotti viene adeguatamente poco risaltata per evitare una eccessiva attenzione sui prodotti esteri presenti nei nostri supermercati. Meglio organizzare una protesta ben calibrata in tutti gli aspetti al Brennero con il politico amico di turno piuttosto che guardare nella GDO sotto casa. Mai nessuna inchiesta provinciale e/o di zona è stata fatta nei supermercati italiani così da evitare di pestare i piedi agli amici commerciali. Impera la tecnica di Don Camillo e Peppone: nemici di giorno, amici a cena alla sera.

Incredibilmente spesso il Sindacato si dimentica che prodotti esteri di tipo paritetico e/o imitativo vengono per la maggior trattati e/o prodotti con sostanze chimiche da noi vietate. Per accordi commerciali tra l’Italia ed il Paese extra UE del momento vengono date apposite deroghe. Notizie di questo sulla stampa o sui siti internet sindacali? Giammai!

Il Sindacato ignora che il prodotto agricolo ed agroalimentare è uno specchio delle nostre tradizioni, delle tradizioni locali. Tutelare questi prodotti vuol dire tutelare la nostra storia ed il nostro futuro. Purtroppo i sindacalisti ritengono di avvalersi loro il diritto di scrivere un futuro a loro più congeniale così da poter fare ciò che vogliono.

Il Sindacato non vede che l’agricoltura viene sempre usata come merce di scambio per l’industria. Magari sarebbe il caso di interrompere questa pratica malsana. Il problema è la grande amicizia instaurata con il mondo industriale; basta guardare per esempio all’interno di alcuni Consorzi per rendersi conto di quanto siano pesanti, per non dire indecenti, i silenzi sindacali.

I Sindacati raccontavano che all’interno della UE i prezzi di tutti i prodotti alimentari si sarebbero livellati senza rendersi conto della nostra impossibilità di competere a livello dei costi di produzione e dei i costi di manodopera. Seppur smentiti coi fatti mai nessuna rettifica è stata fatta.

Il Sindacato copre con un velo silenzioso i mancati controlli sulle truffe alimentari, sulle contraffazioni e sulle imitazioni. L’importante è non vedere, non sentire e non parlare. Una show annuale relativo al problema può essere fatto ma poi deve regnare il silenzio totale così da non disturbare ed irritare gli amici industriali che producono le imitazioni altrove come nel caso del Parmesan.

Il Sindacato si oppone alla realizzazione di Consorzi, Cooperative, Centri di Raccolta che funzionano perchè gli farebbero perdere potere. Divide et impera è il motto che deve regnare sovrano.

Il Sindacato ha sempre elargito, seppur incurante della crisi, privilegi e stipendi da capogiro. Mentre l’agricoltore non sa come sopravvivere la casta deve sprofondare nell’oro.

L’importante è mettere a tacere ogni “tumulto” così da proseguire indisturbati nel proprio operato.

La nostra Associazione rifiuta categoricamente questo modello sindacale perché semplicemente ritenuto vergognoso, insensato e indecente. E voi che modello volete?

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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