La bufala del prezzo del latte: allevatori illusi e vittoria degli industriali

Amici di Insieme per la Terra è necessario fare il punto e magari un po di chiarezza su quello che è accaduto alcuni giorni fa al tavolo latte in Regione Lombardia quando è stato raggiunto il prezzo base di riferimento di 0,37004 cent/litro; l’importanza di questo accordo è maggiore di quanto crediamo se pensiamo che la produzione lombarda rappresenta il 42% di tutto il latte munto nel Belpaese.
Questo protocollo di intesa sui meccanismi di definizione del prezzo base di riferimento del latte in Lombardia è stato siglato da Gianni Fava Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia, Ettore Prandini di Coldiretti Lombardia, Giovanni Daghetta di Cia Lombardia, Luigi Barbieri di Confagricoltura Lombardia e Fabio Perini di Confcooperative Lombardia. Sconcertante è stata l’ambivalenza di Assolatte che da un lato ha affermato di condividere il meccanismo di indicizzazione e dall’altro ha rifiutato di stabilire un prezzo base a cui applicare il nuovo metodo. Come Associazione non siamo assolutamente meravigliati del protrastinarsi dell’atteggiamento negativo, per non dire indecente, degli industriali, soprattutto alla luce del fatto che l’ultimo accordo sul prezzo si è concluso nel giugno del 2014.
Con questo accordo è stato definito un indice per il latte lombardo compravenduto che si basa su tre sotto-panieri definiti sulla base delle risultanze dei lavori del Tavolo tecnico per l’indicizzazione.
I sotto-panieri, presenti all’interno dell’indice, sono così rappresentati ed incidenti:
-il primo sotto-paniere, relativo ai prezzi sul mercato nazionale dei derivati del latte, ha un peso pari al 55%;
-il secondo sotto-paniere, relativo ai prezzi delle materie prime dell’alimentazione zootecnica, ha un peso del 20%;
-il terzo sotto-paniere, relativo ai prezzi sui mercati esteri di latte e derivati, ha un peso pari al 25 per cento.
Tale indice viene applicato, riporta l’intesa, «al prezzo di riferimento Mipaaf aprile giugno 2007 e porta ad un prezzo base di riferimento per il mese di maggio 2015 pari a 37,004 euro per 100 litri di latte. Per i mesi successivi il prezzo sarà determinato sulla base dell’andamento dell’indice medesimo. Le parti si impegnano ad attivare un tavolo di monitoraggio per verificare l’andamento dell’indice e valutare eventuali adattamenti del meccanismo di indicizzazione».
Scremando le dichiarazioni euforiche dei vari partecipanti non possiamo come Associazione esprimere tutto il nostro rammarico e tutta la nostra delusione perchè il sotto-paniere che, a nostro giudizio, doveva incidere per almeno il 60% è quello relativo ai prezzi delle materie prime dell’alimentazione zootecnica. Un eventuale incremento delle quotazioni di mercato dei mangimi, dei cereali, della soia, del fieno, senza considerare voci altrettanto importanti come il gasolio, la tassazione sui terreni, l’incapacità di accesso al credito, l’adeguamento ai vincoli di concimazione azotata, incideranno attualmente solo per il 20%. Come hanno potuto le Associazioni tradizionali non accorgersi di quanto stavano definendo e sottoscrivendo?
Sicuramente abbiamo perduto un’occasione per poter definire un meccanismo adeguato al giusto riconoscimento di un reddito congruo per gli allevatori italiani; il sostegno alla vera qualità del latte nostrano spessa decantata non è mai stata concretizzata in reali corrispettivi di reddito.
In realtà l’unico motivo che ha portato ad ottenere un prezzo al litro di 0,37 cent è stata la drastica protesta francese; i Sindacati sanno benissimo che una protesta similare in Italia si trasformerebbe in un vero referendum negativo sul loro operato con il rischio di una vera e propria debacle.
L’impressione chiara che si intravede è un reale pericolo per gli allevatori di essere travolti in brevissimo tempo dalla speculazione internazionale da operatori senza scrupoli senza definire paracaduti a tutela dell’occupazione locale. Ci auguriamo vivamente di aver torto in questa breve analisi ma temiamo che tale trattativa è stata realizzato unicamente a beneficio dei soli industriali.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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