Stavolta è il Ministero della Salute a mettersi in mezzo alla trattativa sul Glifosate, leggendo la norma qui riportata per Voi, non sarà possibile utilizzarlo:

A decorrere dal 22 agosto 2016 si adottano le seguenti disposizioni di modifica delle condizioni d’impiego di prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate:

– revoca dell’impiego nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili di cui all’articolo 15, comma 2, lettera a) decreto legislativo n. 150/2012 quali: parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie;

– revoca dell’impiego in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura; 4

– inserimento nella sezione delle prescrizioni supplementari dell’etichetta in caso di impieghi non agricoli, della seguente frase: “divieto, ai fini della protezione delle acque sotterranee, dell’uso non agricolo su: suoli contenenti una percentuale di sabbia superiore all’80%; aree vulnerabili e zone di rispetto, di cui all’art.93, comma 1 e all’art.94, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152”.

Poi continua:

A decorrere dal 22 agosto 2016 è revocata l’autorizzazione all’immissione in commercio ed impiego dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate ed il coformulante ammina di sego polietossilata (n. CAS 61791-26-2). L’elenco dei prodotti è riportato in allegato al presente decreto.

La commercializzazione e l’impiego delle scorte giacenti sono consentiti, previa rietichettatura, in conformità alle disposizioni di cui all’articolo 1, secondo le seguenti modalità:

– 3 mesi, a decorrere dalla data di decorrenza della revoca, per la commercializzazione da parte del titolare delle autorizzazioni e la vendita da parte dei rivenditori e/o distributori autorizzati;

– 6 mesi, a decorrere dalla data di decorrenza della revoca, per l’impiego da parte degli utilizzatori finali.

Non è richiesta la rietichettatura per i prodotti che non recano in etichetta gli impieghi di cui all’articolo 1 del presente decreto.

Che sia la fine del Glifosate e di tutti i problemi che ha creato?

Chi sarà il sostituto?

Ma la domanda principale credo che sia questa: gli altri Stati EU, aboliranno anche loro? E se non lo facessero, importeremo comunque questi prodotti? Saremo certi dell’etichettatura?
Non vorrei che facessimo la fine degli OGM, che non si possono coltivare in Italia, ma si possono importare, a questo punto, non ha molto senso, non credete?

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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