“La Regione fa i proclami, ma i problemi restano ed a rimetterci sono sempre gli agricoltori. ConfColtivatori esprime il proprio disappunto per la difficile situazione che tormenta le aziende agricole calabresi. Dietro le passerelle e le belle parole, purtroppo c’è la cruda realtà. Con ciò si vuole significare che le conferenze e le manifestazioni organizzate dalla Regione Calabria, spesso nelle sedi del P.D., per presentare il nuovo PSR, sono solo un modo per camuffare una triste realtà. E’ pressoché inutile nei convegni dire e tentare di far capire, che il mondo agricolo vive nel mondo dell’eldorado, il comparto agricolo, purtroppo, soffre una crisi economica senza precedenti, anche e soprattutto per colpa della politica. Le Istituzioni ed i loro rappresentanti sovente rimangono sordi di fronte alle problematiche che attanagliano i vari comparti. Non è più tollerabile infatti che qualche centinaio di aziende, ancora lamentano il mancato pagamento dei titoli PAC 2015 e dei benefici relativi alle misure PSR agro-ambientali e zone svantaggiate, sempre relative all’anno 2015. Per la misura 2.1.4 (biologico) molte ditte accusano il fatto che, nonostante siano risultate positive al controllo oggettivo e alla condizionalità, le relative domande non risultano ancora in pagamento. Inoltre è inconcepibile che l’annualità 2015, relativa alla misura 2.1.1 (compensativa) non risulta pagata ad oltre 10.000 (diecimila) aziende agricole. Per alcuni pagamenti poi si è creata una situazione paradossale e quasi tragica. Il paradosso purtroppo consiste nel fatto che, mentre quasi tutti i beneficiari hanno ricevuto i pagamenti (pac e biologico) relativi all’annualità 2015, poche centinaia di sfortunati, invece, non vedono il becco di un centesimo da due lunghissimi anni. Questa circostanza, ha di fatto, generato incertezza e confusione in tutto il settore. Infatti gli sciagurati agricoltori che sono rimasti all’asciutto, chiedono lumi ai centri di assistenza agricola, sparsi in tutta la Calabria, e, spesso gli ignari operatori dei c.a.a. vengono aggrediti e vituperati dagli imprenditori disperati. Inoltre non si riesce ad avere notizie certe dagli uffici Arcea, alcuni dirigenti, eternamente indaffarati, a volte non ricevono gli operatori e quelle poche volte che questi vengono accolti, ricevono notizie evasive, vaghe ed insoddisfacenti. Un’ulteriore rimostranza è d’obbligo sia nei confronti del Presidente Oliverio che del Consigliere delegato D’Acri, poichè lo scorso 8 agosto è stata protocollata una lettera con la quale si denunciava il problema del cinipide galligeno, un parassita che ha infettato tutti i castaneti calabresi. Nella suddetta comunicazione, si invitavano, le citate Istituzioni ad attivarsi al fine di mettere in campo, con urgenza, tutti i possibili provvedimenti, per far fronte al mancato reddito dei castanicoltori e contestualmente procedere, massicciamente nelle aree attaccate dal cinipide, al rilascio urgente dell’insetto antagonista (Dryocosmus kuriphilus), al fine di risanare e risolvere i problemi ambientali e territoriali delle aree infestate. Nonostante è stato sollevato ed evidenziato questo gravissimo problema, non è pervenuta risposta alcuna da parte degli Organi regionali. ConfColtivatori ha chiesto pertanto un incontro urgente ed immediato ai Rappresentanti Istituzionali per fare il punto della situazione e per assumere notizie certe in merito ai problemi denunciati, Comunicando che, se non si dovessero ricevere notizie a breve, nella prossima settimana, si organizzerà un sit-in di protesta, presso la Cittadella regionale”. Lo afferma una nota di Confcoltivatori.

www.ildispaccio.it

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