Caporalato, repressione in luogo di una facilitazione contributiva

Non c’è dubbio, il Ministro Martina e il Ministro Orlando devono aver preso esempio dai sistemi dei colleghi a Bruxelles, repressioni, multe e confische.

Leggiamo l’Articolo su Terra e Vita e troviamo solo repressione, indennizzi per le vittime, confische e maggiore vigilanza. Capiamo perfettamente che il caporalato va represso, nessuno dice il contrario, ma invece che ammazzare l’agricoltore, andrebbe, secondo il nostro punto di vista, messo in condizione di assumere a tassazione MOLTO inferiore, anzi addirittura andrebbe detassata, visto che comunque l’azienda agricola già paga tasse spropositate rispetto al reale guadagno che resta in cassa, senza contare che il Governo Renzi ha ben seguito la logica del taglio indiscriminato di agevolazioni, rimozione della detassazione su gasolio agricolo e IMU agricola che sarà da pagare.

Quando uno Stato va contro i propri più semplici compiti, tra cui la tutela del lavoro (Articolo 1 della Costituzione), perché di lavoro si tratta, sia da parte del “vessato” operaio che viene sfruttato dal caporale, al proprietario dell’Azienda agricola che non può permettersi di assumere personale poiché troppo caro,allora questo Stato ha fallito! Ha fallito il proprio compito, è quindi necessario che al “bastone” venga anche ogni tanto data una “carota”, che il Governo del Paese non sia concentrato alla raccolta delle tasse ed al taglio degli aiuti senza dare in cambio NIENTE, nemmeno uno straccio di legge che aiuti i settori in difficoltà e non con un pò di soldi buttati a pioggia (sempre che arrivino), che servono solo nel momento in cui vengono dati, ma bisogna mettere in condizione l’Azienda agricola di NON delinquere, basterebbe dare una alternativa legale al caporalato. 

L’articolo parla di un mancato gettito di 600 milioni l’anno, ma usando la totale detassazione del lavoro agricolo dipendente, oppure portarlo al minimo possibile (un 10% sullo stipendio al posto del 27% attuale della fascia più bassa) ed un abbassamento del contributo INPS in quanto lavoro logorante, si potrebbe recuperare in indotto, siamo certi che se un operatore ha uno stipendio fisso (jobs-act a parte), sicuramente potrà permettersi una vita più dignitosa il che vorrà dire che spenderà di più e porterà IVA nelle casse dello Stato, senza contare che l’Azienda agricola potrà, avendo maggiori utili, rinnovare attrezzature o aumentare i propri possedimenti, ecco la “famosa” catena che trascina l’economia.

SIR WINSTON CHURCHILL diceva: “Io affermo che quando una nazione tenta di tassare se stessa per raggiungere la prosperità, è come se un uomo si mettesse in piedi dentro un secchio e cercasse di sollevarsi per il manico.” e non si può certo dargli torto! Se il nostro Governo capisse questa massima, forse le menti eccelse che ci governano potrebbero trovare delle soluzioni più brillanti per risolvere problemi di questo genere… oppure, magari, basterebbe chiedere ai diretti interessati, no?

Ah dimenticavo: Avete forse sentito parlare di una delle nostre Associazioni di categoria? Noi no!

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

<<Caporalato, repressione in luogo di una facilitazione contributiva>>

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