Il 25/07/2016 è stato approvato alla Camera il DL Enti Locali (Comunicato Stampa MIPAAF) che dovrebbe aiutare il comparto suinicoltura, lattiero caseario e cerealicolo. Ma analizzando punto per punto, non si vede un reale effettivo progetto di rilancio. Come avevamo detto nei nostri precedenti articoli, si tratta sempre e solo di aiuti a pioggia che aiutano nel momento, ma che non spingono il mercato… è un pò come dare del vino ad un alcoolizzato, lo farai “star bene” per un paio d’ore, ma poi tornerà in crisi d’astinenza esattamente come era prima.

Analizziamo quindi ognuno dei 5 punti principali che sono stati approvati (gli articoli sono stati presi direttamente dal comunicato stampa di cui sopra):

LE AZIONI PRINCIPALI:

10 MILIONI PER PROGRAMMAZIONE VOLONTARIA OFFERTA LATTE

C’e’ l’attivazione della programmazione produttiva volontaria dell’offerta per il settore lattiero con un finanziamento ad hoc di 10 milioni di euro in base alla normativa europea.

IPLT: Dunque, questo è il Decreto che noi abbiamo chiamato “svuota-stalle”? Prendiamo il riferimento da un’altra cartella stampa sul sito del MIPAAF:

Per il comparto lattiero caseario si è stabilito un nuovo intervento da 500 milioni di euro complessivi. 150 milioni di euro serviranno a finanziare a livello europeo la programmazione produttiva volontaria, con l’intento di contenere la produzione e arrestare il calo dei prezzi alla stalla. La misura sarà attiva da metà settembre.

Quindi “Programmazione produttiva volontaria” sarebbe da rinominare in “Programmazione INPRODUTTIVA volontaria forzata se no chiudo lo stesso ma non prendo un centesimo” che dovrebbe incentivare la chiusura delle stalle o perlomeno la loro diminuzione in termini di produzione. Quindi, dobbiamo ridurre la produzione per guadagnare di più… così il latte costerà di più perchè c’è meno offerta… come legge di mercato potrebbe avere senso? Come legge industriale/commerciale fa un pò acqua… Mi viene anche da pensare una cosa: Ma se per caso i competitor stranieri non abbassassero la produzione, cosa succederebbe? Noi abbassiamo la produzione, il latte italiano sale di prezzo, nessuno lo compra perchè il prezzo è fuori mercato, dall’Europa dell’est continuano a produrre a 25 cent al litro e il nostro latte possiamo buttarlo nella vasca del liquame. C’è un Economo che mi spiega con quale criterio è stata pensata questa legge di mercato?

RIFINANZIATO FONDO INDIGENTI PER ACQUISTO LATTE CRUDO

Viene confermato lo stanziamento di 10 milioni di euro per il fondo nazionale indigenti per l’acquisto di latte crudo da trasformare in UHT e distribuire agli indigenti attraverso la rete degli enti caritativi, evitando così sprechi alimentari legati alla crisi del comparto.

IPLT: Forse stavolta ho capito bene: 10 milioni per comprare il latte che non è finito nella vasca del liquame (di cui sopra) “qualcuno” lo compra e ci fa latte a lunga conservazione per le persone indigenti. Lodevole progetto ma di breve durata e di scarsa efficacia, non si salva un settore con un progetto del genere, ribadisco, lodevole, ma stiamo parlando di briciole per chi venderà questo latte (bisognerà anche capire i criteri di raccolta, da quali Regioni, quali consorzi/cooperative avranno accesso, etc) e ben poco per chi riceverà la donazione del latte.

SUPERMORATORIA DEBITI ALLEVATORI ANCHE PER SUINICOLTURA

Si interviene ancora a sostegno degli allevatori con una supermoratoria dei debiti, che coinvolge anche il settore suinicolo. L’intervento è realizzato attraverso l’allargamento delle finalità del fondo latte e prevede dal 2017 la concessione di un contributo destinato alla copertura dei costi sostenuti dagli allevatori per interessi sui mutui bancari negli anni 2015 e 2016.

IPLT: Ti pagano gli interessi passivi dei mutui in corso per gli anni 2015 e 2016? Ma questo dal 2017… siamo solo a luglio, tra pratiche e burocrazia, li vediamo forse nel 2018. Chi gestirà la parte burocratica per l’accesso al credito? In che forma sarà distribuito? sotto forma di credito d’imposta o come accrediti sui conti correnti? chi ne avrà diritto? Tutti questi interrogativi hanno un costo. Scommetto che sapete già chi ci guadagnerà…

RIDUZIONE PRELIEVI QUOTE LATTE CAMPAGNA 2014/2015

E’ stata introdotta la riduzione dei prelievi previsti per lo sforamento delle quote latte dell’ultima campagna, quella 2014/2015. Si interviene modificando la legge Zaia del 2009 e correggendo i criteri, in modo tale che gli allevatori paghino le multe in misura pari a quella dovuta all’Unione europea riducendo quindi da circa 100 a 32 milioni il prelievo dovuto. Questo intervento si aggiunge all’ampliamento della compensazione stabilito a luglio 2015 che aveva coinvolto 1260 produttori con 20 milioni di euro di prelievo evitato.

IPLT: Questa è vecchia di almeno un semestre, questo è un vero sollievo per chi ha fidejussioni bancarie a garanzia inerenti ad una fetta di multa ancora da pagare, allevia sicuramente la situazione di moltissimi allevatori. Vederla finalmente trasformata in legge fa decisamente piacere. Resta solo da capire i soliti metodi, modi e tempi in cui questi fondi andranno a colmare il buco.

FONDO DA 10 MILIONI PER AVVIO PIANO CEREALICOLO NAZIONALE

Vengono stanziati 10 milioni di euro in un fondo dedicato per l’avvio del piano cerealicolo nazionale a sostegno delle produzioni di grano italiane e per la valorizzazione della qualità. Tra gli interventi sono previsti investimenti per infrastrutture di stoccaggio dedicate, ricerca e innovazione a supporto del frumento duro.

IPLT: Di questo ne abbiamo parlato nel nostro ultimo articolo sulla guerra del grano, purtroppo la speculazione criminale in atto sul comparto è difficile da arrestare, se non con delle politiche agricole comuni nazionali, che non devono riguardare solo questo comparto, ma tutto l’agroalimentare. Non tutto si deve necessariamente vendere all’estero o non tutto si dovrebbe compare all’estero. Va bene il libero mercato, ma c’è anche il mercato interno da salvaguardare. Basterebbero delle politiche o un Piano Agricolo Nazionale che indirizza la filiera dei prodotti italiani utilizzando materie prime italiane al 100% e con etichettature SANE e ONESTE. 

In pratica di nuovo: un piffero! Cose già sentite, poco di veramente concreto anche se c’è del buono in fondo, nulla di veramente valido per smuovere il mercato, impantanato da burocrazia, tasse aberranti, speculazione, leggi comunitarie provenienti da Bruxelles e “malattie di dubbia provenienza” (vedi Xylella fastidiosa e condotti del Gas in incredibile coincidenza geografica).

Attenzione: non è per fare il “bastian contrario”, ribadiamo che qualcosa di buono c’è, ma al solito si irriga con un innaffiatoio da bambino su un ettaro di terreno arido. Non sarebbe stato meglio impiegare i soldi in qualcosa di più costruttivo? Davvero non possiamo pensare ad un mercato interno più facile, un settore con meno burocrazia, meno tasse, meno mannaie sui poveri imprenditori agricoli e più concorrenza al malaffare.

Forse così avremmo potuto dare maggiori guadagni al settore, con i quali si sarebbero potuti pagare i debiti, le giuste tasse e gli stipendi ai dipendenti agricoli e non ai caporali. Anche la natura lo insegna, tutto è legato, al mancare di uno degli anelli, la catena si interrompe e tutto si ferma. Questa cosa proprio non la vogliamo capire.

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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