Ecologia: Ma le fonti rinnovabili, chi le vuole veramente?

Questo weekend si voterà per il Referendum sulle “trivelle”, tra le ragioni del SI, del NO e degli astenuti c’è sempre chi pensa alla famigerata coperta corta.

Il “SI” perchè dobbiamo salvaguardare i nostri mari, il “NO” per salvaguardare l’economia, gli astensionisti che in pratica sono sempre dalla sponda del “NO”, ma le riflessioni dovrebbero essere ben più ampie, come nel nostro titolo Ma le fonti rinnovabili, chi le vuole veramente?

Si, perchè ogni volta che si parla di fonti rinnovabili c’è anche un aspetto ambientalista e paesaggistico che bisogna rispettare; le pale eoliche hanno un’ottima resa se posizionate in alto ed in luoghi ventosi, magari vicino al mare, i parchi solari (o centrali solari) sono anch’essi molto redditizi, anche se i pannelli solari non hanno una grande durata, le centrali idroelettrichegeotermiche sono le più utilizzate anche perchè sono le più antiche come progetto. Ma gli stessi che tanto le sponsorizzano, poi non le vogliono… per assurdo è così!
Le centrali solari sono orribili da vedersi, il sole si riflette sui pannelli e genera problemi agli utenti della strada che ne restano abbagliati, occupano un sacco di spazio che rubano alla natura; le pale eoliche deturpano il paesaggio, così come le centrali idroelettriche che oltretutto, con le dighe, cambiano il corso naturale dei fiumi, formano laghi artificiali, distruggono boschi, etc…

Le fonti non rinnovabili sono altresì molto utilizzate, centrali a carbone, ad olio, a gas, nucleari, eccetera… rendono molto ma si paga un forte impatto ambientale passivo ed attivo. Anche in questo caso, nessuno le vuole, tantomeno vicino a casa perchè inquinano, puzzano e sono brutte a vedersi.

Quindi che fare?
Però tutti quando arrivano a casa, vogliono accendere la luce, il phon, la lavatrice, la lavastoviglie, etc… e magari anche attaccare la spina della ricarica delle batterie dell’auto elettrica (ecologica).

Guardando i numeri, lo stato più virtuoso in termini di energia rinnovabile è il Costarica (leggere articolo di Repubblica), mentre nel vecchio continente (ma non solo), un pò a sorpresa sinceramente, siamo proprio noi ad avere il primato in percentuale, di produzione di energia rinnovabile, come si evince da un altro articolo sempre di Repubblica. Con l’8% di produzione di energia rinnovabile rispetto al fabbisogno, siamo primi al mondo (non in valore assoluto ovviamente, le nostre necessità sono molto inferiori rispetto ad altri ma la percentuale è a nostro favore).

L’Italia prima al mondo per l’utilizzo del fotovoltaico. Proprio così: il nostro è il paese dove l’energia solare copre ben l’8% dei suoi consumi energetici. Seguono in classifica paesi come la Grecia con il 7,4% e la Germania con il 7,1%. Lo testimonia il rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), organizzazione intergovernativa dell’Ocse che raccoglie 29 fra i paesi più industrializzati al mondo

Torniamo al discorso della coperta corta: ecologia, paesaggistica, economia, quali di questi 3 fattori vogliamo rendere quello più importante? Fino ad oggi è stato il terzo indubbiamente, basti vedere come è ridotto il nostro pianeta per far posto alla nostra crescita economica e demografica, mentre scrivo siamo ad oltre 7,4 miliardi di persone (24 milioni in più quest’anno e siamo ad aprile) che devono mangiare, crescere, lavorare… vivere insomma e questo a discapito della nostra Terra.

Trovare la quadra non è un gioco da ragazzi, però se si mettessero un pò da parte la smania di guadagno e gli estremismi ecologisti, si guardasse un pò di più al pianeta ed al concreto, si potrebbero creare delle centrali a bassissimo impatto ambientale, che servirebbero ai fabbisogni di tante persone, un pò come si fa per le discariche, da qualche parte bisogna pur metterle, così bisognerebbe fare anche con le pale eoliche, le centrali idroelettriche e le centrali solari.

Gli estremismi (di ogni genere) non portano a niente se non a creare disordine e caos. Usiamo la testa e non l’istinto, tutti insieme, senza individualismi, senza protagonismo. Pensiamo al fine comune per creare qualcosa di bello, di grande, che un domani i nostri figli potranno ammirare ed essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto per loro.

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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