Galline, insalata, pomodori, gasolio, aratri, erpici, trattori, motorini dell’acqua, sono solo alcuni esempi di furti realizzati nelle nostre Aziende Agricole.
L’esasperazione di queste situazioni portano a vivere male di giorno e con l’insonnia di notte. L’amarezza di denunciare l’accaduto solo a scopo assicurativo, che comunque non va a colmare quanto accaduto. Prima lasciavamo la porta aperta, ora installiamo dispositivi di ogni genere ed adottiamo attenzioni di sicurezza prima mai immaginate.
Parola d’ordine difendersi. Giri notturni in Azienda come se la notte fosse fatta per divertirsi. Paura per se, per la propria famiglia e per i sacrifici fatti in anni di duro lavoro. Come difendersi? Ricorrere alla difesa armata? Possibilità che non viene esclusa da molti agricoltori ed allevatori.
Altre soluzioni vengono annunciate dalle sindacali bolognesi.

Confagricoltura, Cia e Copagri della provincia di Bologna insieme nel ricercare soluzioni per difendere i propri associati. Allo studio un sistema antifurto tecnologico a basso costo per le imprese agricole

Confagricoltura, Cia e Copagri insieme per la lotta ai furti nelle campagne, che stanno colpendo sempre di più le aziende agricole. Le associazioni relative all’Alleanza per l’Agricoltura stanno lavorando per dare maggiori strumenti di sicurezza agli imprenditori agricoli associati.

“Abbiamo preso contatto con aziende specializzate in grado di offrire agli agricoltori abbonamenti a sistemi di antifurto ultra-tecnologici – sottolineano le associazioni in una nota congiunta – con un costo a partire dai 20 euro al mese. Ci stiamo attivando per raccogliere le proposte migliori, l’idea è quella di informare le aziende agricole sulle varie possibilità di abbonamento e non d’acquisto, di moderne apparecchiature antifurto, perché la tecnologie fa passi da gigante e gli agricoltori necessitano di una sistemistica che sia al passo con i tempi”.

“In pratica si tratta di sensori di movimento applicati ai mezzi agricoli, dotati di Gps – continuano – in grado di monitorare i campi 24 ore su 24, ma anche di controllare i percorsi di entrata e uscita dall’azienda: in questo modo, infatti, se un trattore di un contoterzista va ‘fuori rotta’, scatta l’allarme”.

“Sarebbe utile prevenire il fenomeno – spiega poi Gianni Tosi, presidente di Confagricoltura Bologna – ma capisco come non sia per nulla facile. D’altronde servirebbe un controllo più capillare del territorio e delle campagne da parte delle forze di pubblica sicurezza, con più volanti e più ronde, ma i mezzi sono molto limitati. Per questo è assolutamente necessario investire in nuove tecnologie per far si che, grazie alla tecnologia, si possano monitorare le situazioni più difficili e riuscire magari a intervenire. Il dato relativo ai danni economici non è facile da quantificare, ma parliamo comunque di milioni di euro. Per questo risulta fondamentale arginare il fenomeno”.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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