Gozzoli: non ci servono fondi europei, ma un equo prezzo agricolo

Pubblichiamo l’intervista integrale al Presidente di Insieme per la Terra Dr. Nicola Gozzoli realizzata in esclusiva dal giornalista d’inchiesta Dr. Eugenio Bonanata pubblicata sul Diario della Marcia del Riscatto 2015.

La denuncia, secca, arriva da Bagnolo S.Vito, periferia di Mantova.
Vista da qui la “ricca Lombardia” con le sue 50 mila aziende agricole e le vetrine tirate a lucido dell’Expo, appaiono come avvolte nella fitta nebbia padana.
Quella nebbia che da queste rende tutto più spettrale già alle prime luci dell’alba.
“All’Expo non ci sono le piccole e medie aziende lombarde, quelle che soffrono e non riescono a stare sul mercato”. Parola di Nicola Gozzoli, allevatore, presidente dell’associazione ‘Insieme per la Terra’ e spirito critico a tutto tondo.
“Noi produciamo latte per il Grana padano – afferma – e con l’embargo imposto dalla Russia i numeri di esportazione si sono molto ridotti”. E’ pur vero che dalla Cina al Sud America si sono aperte nuove praterie dove sta approdando il Grana, ma i conti continuano a non tornare.
I prezzi che vengono pagati da caseifici e trasformatori agli allevatori lombardi sono bassi. Dai 32 ai 34 centesimi al litro. Si salvano solo i grandi allevatori perché conferiscono più latte.
Per gli altri, il baratro è vicino.
“Molte aziende chiuderanno entro l’anno”, assicura Nicola. E’ questa la grigia realtà che sfugge al quotidiano racconto dei media. E poi Nicola la dice tutta, stilettando di fatto le politiche europee. “Non è la Pac, né il Psr, nè le sovvenzioni europee, ciò che serve a noi produttori agricoli”. Anzi, questo suona solo come un “ricatto” a cui sottostare.
“I soldi si perdono in mille rivoli – aggiunge – e servono per nutrire tutto un inutile apparato burocratico”. Un modo per dire che gli aiuti europei non arrivano a chi ne avrebbe bisogno, ma alimentano solo una macchina infernale oliata dalle solite clientele. E inoltre, per accedere ai fondi, “devi utilizzare tecniche di semina e di produzione suggerite da burocrati che neanche sanno cos’è una terra”. Piuttosto, osserva Nicola, “a noi agricoltori servirebbe solo una giusta remunerazione per ciò che produciamo; e invece vendiamo tutto sotto costo”.
La trama è chiara.
Produrre sottocosto e poi affidarsi alle integrazioni europee per tamponare i danni. E’ questo “il tappo” che tiene imbottigliata buona parte dell’agricoltura italiana.
“Se spuntassimo prezzi maggiori, senza ricorrere al Psr, ci libereremmo da questa dipendenza dannosa”. Il messaggio è chiaro. Per reagire dal basso, Nicola ha anche ideato i Deco, una formula per cui attraverso una collaborazione tra Comuni e produttori agricoli, si possa “promuovere” il meglio dell’agroalimentare di ogni zona. Il Comune di Mantova ha già approvato una delibera sui Deco e in Calabria e Sicilia altre realtà si stanno muovendo in questa direzione.

Mauro Cappuccio
Segretario Generale Insieme per la Terra

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