I giovani agricoltori pagheranno l’IMU

Anche se ci sembra di parlare di una classica telenovela sudamericana, tra l’indignato e lo sconcerto, oggi riportiamo l’articolo di Ruminantia trattante l’IMU agricola.

La presidente dell’associazione “under 40” della Cia, Maria Pirrone, lancia un appello alla commissione Bilancio della Camera: “Prevedere, al comma 11 dell’art.1 della legge di Stabilità, la deroga al pagamento dell’Imu per i terreni condotti da giovani, sia affittati che dati in uso”.

Dopo averla ricevuta dal Senato, la Camera dei Deputati si appresta ad approvare la Legge di Stabilità per il 2016. Escludendo la commissione Agricoltura di Palazzo Madama, purtroppo né la commissione Bilancio del Senato né la Commissione Agricoltura della Camera hanno accolto la richiesta di esenzione dei terreni dall’applicazione dell’Imu laddove vengano affittati o dati in uso ai giovani imprenditori agricoli. Riteniamo questa scelta una mancata occasione per rendere coerente il prezioso percorso fin qui svolto sia dalle Camere che dal Governo sul grande tema dei giovani in agricoltura. Se non interverranno ripensamenti all’interno della commissione Bilancio della Camera, dall’anno prossimo le nuove esenzioni Imu varranno solo per gli agricoltori proprietari. E’ l’allarme lanciato dalla presidente dell’Agia, l’associazione giovani della Cia, Maria Pirrone.

Eppure in Italia l’avvio dell’attività in agricoltura avviene prevalentemente attraverso l’affitto dei terreni, in conseguenza del loro alto costo, difficilmente sopportabile da un giovane, fatto salvo il caso di una “solida” famiglia alle sue spalle -ricorda Pirrone-. Quindi se non interverranno deroghe, per le nuove generazioni sarà molto più difficile “fare” agricoltura.

Tutto ciò è ancora più incomprensibile se si pensa che la politica non manca di sottolineare mai l’importanza e il nuovo interesse da parte dei cittadini per il settore primario e per le aree rurali -continua la presidente dell’Agia- testimoniato da una forte crescita delle iscrizioni nelle scuole ad indirizzo agrario, sia secondarie (+12%) che universitarie (+45% negli ultimi 5 anni); si tratta, in effetti, di una grande novità, suscitata quasi certamente dagli stili di vita connessi con l’attività agricola e il mondo rurale, anche come conseguenza della crisi “valoriale” del sistema della finanza degli ultimi 10 anni.

Cosa accadrà allora a questa nuova schiera di giovani pieni di tanta buona volontà, motivazione e interesse per l’agricoltura? Un ipotetico giovane che nel 2016 si diplomerà in un istituto agrario italiano, forte degli studi compiuti e dell’interesse che l’ha spinto a seguirli, cercherà di avviare un’impresa in agricoltura e si troverà di fronte al primo problema: accedere alla terra. Quando l’avrà trovata, si accorgerà di non poterla acquistare e si orienterà quindi ad affittarla; il proprietario del terreno, gravato da Imu, la considererà nel canone d’affitto che proporrà al giovane, oltre all’ipotetico guadagno e alle tasse dovute; il giovane che vuole iniziare l’attività agricola pagherà così indirettamente l’Imu che è in capo al proprietario del terreno. Il nostro ipotetico giovane scoprirà presto che il suo vicino di terreno, sebbene sia una grande società, non paga l’Imu e beneficia quindi di un più basso costo d’uso del “capitale fondiario”; si troverà perciò a competere in un mercato nel quale il primario mezzo di produzione, il capitale fondiario appunto, avrà per lui un costo più alto degli altri agricoltori!

Spesso sentiamo parlare delle pari opportunità e del fatto che lo Stato non debba sostituirsi a nessuno dei soggetti attori del sistema economico, ma che il suo unico compito è quello di mettere in condizioni i soggetti che svolgono attività economiche di partire dallo stesso punto; è per questo -evidenzia Pirrone- che riteniamo coerente inserire nella Legge di Stabilità la deroga al pagamento dell’Imu per tutti i proprietari che concedono i terreni in affitto o in uso ai giovani imprenditori agricoli.

La possibilità di derogare al pagamento dell’Imu riservata solo ai trasferimenti intra-familiari è un primo passo utile -conclude la presidente nazionale dell’Agia- ma non sufficiente per tutti quei giovani che non provengono da storie familiari agricole e che, quindi, non dispongono di alcun patrimonio familiare per lo svolgimento dell’attività agricola. È il momento di supportare questo nuovo gruppo di neo-agricoltori che molto potranno fare per il nostro Paese.

Non solo è dimostrato che la politica non ha nessuna idea sulla situazione quotidiana dell’agricoltura italiana ma addirittura vengono sistematicamente ignorate tutte le proposte avanzate dal settore primario. La “filosofia” romana vuole spazzare via il nostro lavoro? Ai posteri le conclusioni!

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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