In questi anni la Grande Distribuzione Organizzata ha lavorato intensamente sia per soppiantare definitivamente il negozio sotto casa, sia per imporre al produttore prezzi in campagna da fame.
L’immagine pubblica che la GDO ha saputo creare è ben diversa dalla realtà quotidiana. Da una parte leggiamo grandi codici deontologici ed innumerevoli offerte 3X2 e, dall’altra parte, prodotti a marchio della catena distributiva assolutamente stranieri con il dichiarato obbiettivo di uccidere le nostre imprese.
Cosa può fare in concreto la GDO per sostenere o meglio rilanciare le nostre eccellenze agroalimentari italiane? La nostra Associazione propone:
– la definizione di una zona all’interno della parte alimentare del supermercato, con un nome specifico di fantasia da definire uguale per tutta la GDO, di dimensioni non inferiore ad un terzo della superficie destinata all’alimentare, concepita come corpo unico ben distinguibile e visibile da parte del consumatore, dove poter trovare esclusivamente prodotti italiani certificati (BIO, DOP, DOC, IGP, DECO, …) escludendo tutti i prodotti private label (a marchio del supermercato);
– inserimento del doppio prezzo nel cartellino prezzi del prodotto agricolo e del pescato. Per doppio prezzo intendiamo il prezzo di vendita al consumatore ed il prezzo pagato all’agricoltore/allevatore/pescatore o il prezzo intermedio della fase di lavorazione/trasformazione più importante.
Obbiettivo della GDO è il profitto esasperato senza la ben che minima cura delle esigenze e della salute del consumatore. In Italia vige il silenzio, vuoi per opportunismo politico, vuoi per paura della verità. L’importante è raggirare e, con campagne di marketing basate sulla psicologia di massa, confondere il consumatore, sempre, dovunque e comunque.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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