Tag Archives: prezzo

Cari amici risicoltori, zio Giulio avrebbe detto “a pensar male non è peccato”. Il prezzo del riso è sicuramente crollato grazie all’importazione massiccia ed indiscriminata dai Paesi asiatici. Che fare? Sicuramente i consumatori devono fare molta attenzione su ciò che acquistano, in funzione anche della propria salute. Gli industriali importano, i controlli doganali soccombono, il consumatore acquista riso di bassa qualità; cari cittadini vi piace questo sistema?   Non è chiaro se ad attenderli troveranno il colonnello Kurtz e neanche se i nostri imprenditori usino farsi annunciare dalla Cavalcata delle Walkirie, come avviene nel film, ma i toni con cui si parla dei frequenti viaggi degli industriali risieri in Estremo Oriente sono degni di Apocalypse now. Colpa dei prezzi del risone, che esasperano gli animi e alimentano il gossip, visto che, gratta gratta, è difficile provare l’esistenza di una corrente di investimenti italiani in quel Paese, tesa a sfruttare le…

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Mentre i nostri allevatori vengono derubati del proprio sudore dai sindacalisti di turno e dai politici che nulla conoscono del primario, la multinazionale Parmalat incrementa i suoi profitti. Grazie a una labile concorrenza in terra friulana e a pagamenti “contenuti” del latte agli allevatori, gli affari dell’azienda francese vanno a gonfie e vele.  UDINE. Il prezzo del latte remunerato alla stalla resta pesantemente inferiore al costo di produzione per gli allevatori del Friuli Venezia Giulia. Avanti di questo passo comporterà la scomparsa di altri piccoli produttori che all’80 per cento sono oggi già fuori mercato. L’allarme arriva dai consigliere regionali che della crisi del latte, più accentuata in Fvg che altrove, hanno discusso ieri con l’assessore all’Agricoltura Cristiano Shaurli. È stato l’esponente del gruppo Misto Claudio Violino, a mettere sul tavolo le principali criticità che affliggono il comparto: dalla mancanza di un punto di riferimento per una efficace politica del…

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MANTOVA. C’è una prima crepa nel fronte costruito a Milano tra i produttori di latte. Due organizzazioni di produttori lombarde, una cremasca ed una bergamasca, avrebbero tentato l’accordo in solitaria con Lactalis. Nessun accordo sottoscritto, in quanto la multinazionale francese avrebbero offerto i “soliti” 33 centesimi a litro, prezzo inferiore all’ultimo strappato per il latte spot, vicino ai 44 centesimi. Concordiamo perfettamente con la profonda irritazione manifestata ai media dall’Assessore Gianni Fava. La notizia fa però infuriare l’assessore regionale Gianni Fava, che per tenere unito il fronte dei produttori si è speso molto: «Spero che la notizia venga smentita – scrive in una nota – perché se fosse confermata si tratterebbe di un gesto gravissimo, che dimostra ancora una volta quale sia il livello di responsabilità di alcuni soggetti che operano sul mercato e che rischia di mettere seriamente in discussione la funzione e il valore stesse delle op come…

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Ogni anno siamo alla stessa storia ! Una volta ti raccontano che c’era troppo caldo, un’altra ti dicono che c’era troppo freddo, poi eccessiva produzione, magari scarsa produzione, infine ti raccontano che il camionista dell’industria che sta raccogliendo ha avuto l’influenza e non viene a caricare! Ma in che Paese viviamo? Ogni scusa è buona per scaricare gli agricoltori che cercano di fare del loro meglio per produrre quanto richiesto a vantaggio, guarda caso, dell’industriale di turno. E le sindacali agricole perchè sono sempre inerti e indifferenti a queste situazioni ? Cosa serve fare dei contratti, tanto sponsorizzati dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, se poi ogni scusa è lecita per ridurre i pagamenti ? Come si temeva, le penalità previste dall’accordo interprofessionale pomodoro 2016 per l’eventuale superamento delle quantità definite hanno tagliato drasticamente i redditi dei produttori nella campagna che si è da poco conclusa. Il prezzo, al…

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“Non è possibile andare avanti cosi – dice il presidente dell’Aspal Stefano Giammatteo – Dopo l’uva da vino, l’olio d’oliva, la verdura e la frutta di stagione, anche il kiwi ha fatto registrare un evidente crollo del prezzo del prodotto al campo. Ma perché quando andiamo nei supermercati o varie rivendite al dettaglio, il nostro kiwi viene pagato dai consumatori almeno 2 euro al chilo ? A cosa sono dovute queste voragini sul prezzo, dal campo al consumo? Chi è che specula sul nostro lavoro, di noi agricoltori?” È ora, sempre secondo il direttivo dell’Aspal, che ci siano dei controlli e delle regole all’interno della filiera agro-alimentare, affinché ci sia trasparenza nei vari passaggi e si stabilisca un costo di produzione per ogni prodotto agricolo al campo, al di sotto del quale non si deve scendere con il prezzo, altrimenti di questo passo le nostre aziende continueranno a chiudere o…

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Si sta sentendo di tutto, proprio durante la raccolta, riguardo al grano italiano, pur di deprezzarlo e comprarlo a meno possibile, gli scorsi giorni a Foggia abbiamo visto sospensioni di contrattazioni perchè scese sotto i 20€ al quintale, la ragione principe sembra essere “Il grano italiano è povero di proteine”. Il 7 luglio a Bari si è tenuta una manifestazione in spiaggia “Pane e pomodoro”, proprio per dissentire da questa (a nostro dire) speculazione sul prezzo del grano italiano, riportiamo parte dell’articolo di “I Like Puglia”: Con il supporto del Servizio Attività Economiche Consumatori della Regione Puglia, dell’Istituto Pugliese per il Consumo e di 14 associazioni dei Consumatori, Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del cittadino, Polidream, Unione Nazionale Consumatori, sarà allestita la mostra della pasta italiana fatta esclusivamente con grano “Made in Italy” e gli agricoltori di Coldiretti…

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Le redini del tavolo sul prezzo del latte? Tutto a Milano, parola dell’Assessore Regionale Gianni Fava. Dopo la lettera del Presidente di Insieme per la Terra Dr. Nicola Gozzoli pubblicata ieri mattina, il numero uno dell’agricoltura lombarda rompe il silenzio “romano” per difendere tutti gli allevamenti lombardi ed italiani. (Lnews – Milano, 10 mag) “Si torni a negoziare partendo dal percorso interrotto il 25 luglio scorso. Pensare di risolvere il problema a Roma è sbagliato, serve riportare il tavolo a Milano. Anche gli industriali sono interessati a una tregua sul tema. Ma non possiamo raccontarle a chi produce, servono risposte immediate, visto che non abbiamo strumenti normativi di tutela. Il ministro ha fallito, basta guardarsi attorno, i fatti lo dicono”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, che ieri sera è intervenuto al convegno sulle problematiche del comparto lattiero organizzato nell’ambito della Fiera di Borghetto Lodigiano (Lodi). Appuntamento molto…

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Preg.mo Ministro Martina, le scriviamo questa lettera pubblica per chiederle esplicitamente aggiornamenti relativamente al tavolo aperto sul prezzo del latte. Da mesi noi allevatori stiamo aspettando delle risposte che non solo tardano ad arrivare ma sembrano scomparse in una densa nebbia. Le sindacali ed il mondo industriale si sono chiusi in un complice silenzio assordante che non può più essere accettato da chi lavora in campo. Sta per caso allungando i tempi di confronto con l’auspicio di una maggiore chiusura di allevamenti italiani? Vogliamo la verità, adesso non domani. Dr. Nicola Gozzoli Presidente Insieme per la Terra

Pubblichiamo l’intervista integrale rilasciata dal Presidente di Insieme per la Terra Dr. Nicola Gozzoli alla Gazzetta di Mantova, quotidiano più antico d’Italia, pubblicata in sintesi in data odierna. Condivide l’intervista del Presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna? Sinceramente non condivido assolutamente questa posizione, anzi trovo l’intervista sconcertante. Cosa non la convince? Quando non ci sono contenuti e proposte ci si limita a parlare usando le parole chiave “innovazione tecnologica” e “internazionalizzazione”. Probabilmente Lasagna omette il fatto che le nostre Aziende Agricole hanno già spinto negli anni passati nell’incrementare la propria tecnologia ma che adesso, in assenza di guadagni, non ci sono risorse finanziarie per nessun tipo di investimenti. Solo nel caso in cui ci fossero entrate diverse all’attività agricola, come rendite finanziarie o congrui redditi sindacali, sono possibili miglioramenti in termini di investimenti strutturali, meccanici, informatici, tecnologici. La selezione naturale delle imprese non le sembra inevitabile? Le Imprese muoiono perché…

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In questi anni la Grande Distribuzione Organizzata ha lavorato intensamente sia per soppiantare definitivamente il negozio sotto casa, sia per imporre al produttore prezzi in campagna da fame. L’immagine pubblica che la GDO ha saputo creare è ben diversa dalla realtà quotidiana. Da una parte leggiamo grandi codici deontologici ed innumerevoli offerte 3X2 e, dall’altra parte, prodotti a marchio della catena distributiva assolutamente stranieri con il dichiarato obbiettivo di uccidere le nostre imprese. Cosa può fare in concreto la GDO per sostenere o meglio rilanciare le nostre eccellenze agroalimentari italiane? La nostra Associazione propone: – la definizione di una zona all’interno della parte alimentare del supermercato, con un nome specifico di fantasia da definire uguale per tutta la GDO, di dimensioni non inferiore ad un terzo della superficie destinata all’alimentare, concepita come corpo unico ben distinguibile e visibile da parte del consumatore, dove poter trovare esclusivamente prodotti italiani certificati (BIO,…

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