Guerra del #grano o la solita #speculazione ai danni degli agricoltori?

Si sta sentendo di tutto, proprio durante la raccolta, riguardo al grano italiano, pur di deprezzarlo e comprarlo a meno possibile, gli scorsi giorni a Foggia abbiamo visto sospensioni di contrattazioni perchè scese sotto i 20€ al quintale, la ragione principe sembra essere “Il grano italiano è povero di proteine”.

Il 7 luglio a Bari si è tenuta una manifestazione in spiaggia “Pane e pomodoro”, proprio per dissentire da questa (a nostro dire) speculazione sul prezzo del grano italiano, riportiamo parte dell’articolo di “I Like Puglia”:

Con il supporto del Servizio Attività Economiche Consumatori della Regione Puglia, dell’Istituto Pugliese per il Consumo e di 14 associazioni dei Consumatori, Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del cittadino, Polidream, Unione Nazionale Consumatori, sarà allestita la mostra della pasta italiana fatta esclusivamente con grano “Made in Italy” e gli agricoltori di Coldiretti metteranno in funzione un mini molino che trasformerà il grano del ‘granaio d’Italia’ in farina e offriranno a tutti i consumatori un assaggio di sana pasta con la salsa di pomodoro, cucinata dall’Agrichef Floriana Fanizza.

La domanda sorge spontanea: perchè importiamo dall’estero l’80% del fabbisogno e non acquistiamo quello italiano?

Forse costerà meno o forse avrà caratteristiche diverse, tipo durare più a lungo nei silos delle industrie del cibo, perchè ha subito trattamenti che in Italia sono vietati, per non essere aggredito da funghi, spore e batteri?

Il fatto sta che questa per noi ha un solo nome: Speculazione! Non potrebbe essere altrimenti, il grano in Italia non manca, eppure se ne importano milioni di quintali l’anno e per la solita legge di mercato, il prezzo scende in più c’è la spinta dello scarso contenuto di proteine ed ecco che con 20€ ti porti via un quintale di grano

Naturalmente il cittadino italiano non può quasi mai scegliere, è obbligato dalla GDO a comprare quello che trova sugli scaffali e difficilmente può acquistare una pasta prodotta con grano italiano con la sicurezza di una chiara e certa etichettatura. Chi compra il grano all’estero, non lo scrive in etichetta e così la scelta ricade sempre sui soliti marchi.

Dobbiamo assolutamente creare un mercato parallelo alternativo di prodotti realmente italiani, ottimi e salutari, non v’è altro modo e possiamo dirvi… aspettateci, stiamo arrivando

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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