Tag Archives: grano

Si sa, l’UE ha come obiettivo la tutela non dei suoi cittadini ma bensì dei soliti “amici” industriali. L’importante è far mangiare al consumatore pasta realizzata con grano di cui non si conosca esattamente la provenienza. Tutela della salute? Nemmeno l’ombra! Prima gli interessi di pochi a discapito dell’intera popolazione. Il comunicato di Federconsumatori lascia veramente sconcertati: Restiamo basiti e attoniti a fronte delle recenti dichiarazioni di FoodDrinkEurope in merito ai decreti con cui il governo italiano ha reso obbligatoria, dal prossimo 16 febbraio, l’indicazione di origine per pasta e riso. L’associazione europea dei produttori alimentari non solo ha criticato aspramente i provvedimenti ma ha chiesto alla Commissione UE di bloccarli. I decreti rappresentano un importante passo avanti per il miglioramento di un sistema di tutela dei cittadini sempre più efficace e Bruxelles non può e non deve assecondare richieste che possano ostacolare tracciabilità e trasparenza. “L’obbligo di indicazione di…

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Il nostro cervello ha bisogno di zucchero Scegliere bene durante la spesa non è semplice, tra tanti tipi di carboidrati (pasta, riso, grano…) quali sono i più indicati al nostro benessere? La regola base è variare sempre per introdurre quotidianamente tutti i nutrienti e garantire le vitamine, i sali minerali, gli zuccheri e le fibre, tutte le sostanze utili al nostro fabbisogno. Innanzitutto distinguiamo i carboidrati tra carboidrati semplici, ovvero da cui possiamo trarre immediatamente gli zuccheri per trasformarli in energia pronta all’uso: come frutta, miele, marmellate… e carboidrati complessi: da cereali, come pasta, riso, fette biscottate; da cui possiamo avere energia a lento rilascio, utile per più tempo durante la giornata..meglio se sono integrali o misti, al farro, al kamut, al grano saraceno, quinoa.. è importante capire che gli elementi nutritivi della pasta “bianca” sono differenti da quelli del frumento integrale o di altri cereali, così come l’indice glicemico…

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Qualche giorno fa, ho scritto al Servizio Clienti di Pasta Rummo perchè, mosso dalla curiosità della eccellente qualità della loro pasta, volevo sapere come era fatta e con che grani. Oramai ci conoscete, sapete quanto sia importante per noi la qualità e la genuinità di quello che mettiamo nel piatto, ma anche il modo il cui viene fatto. Ecco, se avevate anche Voi qualche dubbio, ve lo togliamo noi, leggete la nostra domanda qui sopra e la loro risposta non anonima, con un semplice “Customer Care” e via, ma firmata con Nome e Cognome, che abbiamo omesso per questioni di privacy. Domanda: Buongiorno signori, in primis, complimenti per la qualità della Vostra pasta, che consumo regolarmente nella mia casa. In veste di Segretario Generale della Associazione Insieme per la Terra, che in questa email rappresento, vorrei chiedervi conferma sulla provenienza del grano che utilizzate nella Vostra pasta (quella a marchio…

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Si fa presto a dire italiana, allora, chi ha il coraggio di dichiarare qui ed ora da dove arriva il grano? Esattamente, vediamo chi, tra i grandi e piccoli produttori di pasta italiana ha il CORAGGIO di mettere la firma qui sotto e dichiarare da dove viene il grano che utilizza nella produzione. Attenzione però, non vogliamo le pseudo dichiarazioni “UE”, “NON UE” e “Paesi UE e NON UE” che non vuol dire niente e vuol dire tutto, noi vogliamo il nome del Paese: Canada, Mexico, Italia, Francia, Grecia e così via. Allora Signori della Pasta italiana, ce la fate a metterVi a nudo davanti alla vostra clientela? Ce la fate a mettere nero su bianco quello che vendete ai Vostri clienti, noi, che acquistiamo con fiducia il Vostro prodotto? Questa si chiama fiducia, quello che spesso invocate nei vostri spot televisivi, bene, volete la nostra fiducia? Dateci trasparenza, chiarezza e…

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“Puntiamo a dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di una filiera strategica per il Made in Italy agroalimentare. Con questo provvedimento l’Italia vuole sperimentare per prima un nuovo sistema di etichettatura che valorizzi le nostre produzioni di grano e pasta, come abbiamo fatto con quelle lattiero casearie. Allo stesso continueremo a spingere a Bruxelles per avere un avanzamento su questo fronte a livello europeo”. Questo è quanto dichiara sul comunicato stampa tratto dal sito del MIPAAF il nostro solerte Ministro Martina, solo che stavolta ci sono diversi punti che rendono così come è stata riportata, pressochè inutile questa iniziativa, benchè senz’altro lodevole nei fini. Eccovi l’estratto che ci rende dubbi ed i nostri commenti: LE NOVITÀ DEL DECRETO Il decreto in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a)…

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La guerra del Grano di quest’anno ha lasciato molte vittime sul terreno, molte aziende agricole hanno lasciato marcire il grano sul campo a causa dell’incredibile speculazione perpetrata dall’industria alimentare, ai danni degli agricoltori italiani che si sono visti svalutare i loro guadagni fino al negativo. Il prezzo di un quintale di grano è arrivato a Foggia a 19 € ed a Bologna a circa 24 €, con un questi valori, la perdita è assicurata, molti produttori dicevano che non valeva nemmeno la pena raccoglierlo, sarebbe costato ben più di quanto speso per arrivare al prodotto finito. La prima motivazione che è stata data a questa incredibile curva verso il basso è stata per via della quantità di proteine contenute nel nostro grano che ne avrebbe eroso il prezzo. Inoltre poi, l’industria con persone del calibro di Farinetti si permette di dichiarare apertamente che nei suoi pastifici utilizza grano Canadese, perchè più ricco…

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Dopo il baratto amministrativo proposto nel Comune di Villimpenta (MN) arriva anche il baratto per far fronte alle spese della vita quotidiana in terra veneta. L’assurdità e la falsità del ritorno alla crescita economica ascoltata più volte nei telegiornali italiani risultano talmente evidenti da essere immediatamente sconfessate. I Sindacati ovviamente tacciono causa palese incapacità a proporre soluzioni concrete oltre al periodo di ferie ferragostane tanto desiderate. Ceneselli (Rovigo), 3 agosto 2016 – Coltivare grano, per usare un eufemismo, non è esattamente conveniente. Costi di gestione alti, mercato straniero, soprattutto extraeuropeo che livella in basso il costo del prezioso cereale, agli agricoltori vengono riconosciuti circa 15 euro al quintale di prodotto, una quindicina di centesimi al chilo. Nei piccoli paesi di provincia produttori e cittadini non mancano di affrontare il problema con una buona dose di ironia, mista a quell’amara saggezza che da sempre caratterizza i laboriosi polesani. A Ceneselli un…

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Comunicato stampa 14/07/2016: La speculazione finanziaria sul grano è criminale, la Regione Sardegna si attivi per tutelare l’oro sardo Il prezzo del grano è crollato negli ultimi mesi, questo mette a rischio il lavoro e le produzioni di agricoltori italiani e sardi che, coraggiosamente, hanno deciso di coltivare un prodotto primario e fondamentale per la vita di tutti. Il mercato e il sistema capitalista-monopolistico dei grandi produttori (sardi e italiani), con questa operazione di cartello, sta mettendo in ginocchio migliaia di realtà agricole in tutta la penisola, al pari d’una alluvione o d’una invasione di cavallette. La politica ha il dovere di proteggerci da lobby criminali, il cui unico scopo è l’accumulo della ricchezza, e di tutelare i nostri beni comuni, tra cui il grano, da cui derivano beni di primissima necessità. Noi crediamo che la Regione debba proporre premi de minimis a favore degli agricoltori che coltivano principalmente grano,…

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Si sta sentendo di tutto, proprio durante la raccolta, riguardo al grano italiano, pur di deprezzarlo e comprarlo a meno possibile, gli scorsi giorni a Foggia abbiamo visto sospensioni di contrattazioni perchè scese sotto i 20€ al quintale, la ragione principe sembra essere “Il grano italiano è povero di proteine”. Il 7 luglio a Bari si è tenuta una manifestazione in spiaggia “Pane e pomodoro”, proprio per dissentire da questa (a nostro dire) speculazione sul prezzo del grano italiano, riportiamo parte dell’articolo di “I Like Puglia”: Con il supporto del Servizio Attività Economiche Consumatori della Regione Puglia, dell’Istituto Pugliese per il Consumo e di 14 associazioni dei Consumatori, Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del cittadino, Polidream, Unione Nazionale Consumatori, sarà allestita la mostra della pasta italiana fatta esclusivamente con grano “Made in Italy” e gli agricoltori di Coldiretti…

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Secondo BlogSicilia è in corso una gravissima speculazione a danno sia dei produttori di grana sia dei consumatori che rischiano di acquistare pane realizzato con farine straniere con qualità non garantita. Mentre il grano siciliano viene svenduto da tutto il mondo arrivano navi stipate all’inverosimile che scaricano ovunque lo stesso prodotto provocando distorsioni per comparto. L’ampia forbice tra quanto ricava il cerealicoltore, e cioè, in media, 20 centesimi al chilo, e quanto invece è costretto a spendere il consumatore per un chilo di pane. Un aumento del 1450% con il grano che è oggi pagato come trenta anni fa su livelli al di sotto dei costi di produzione. L’Italia nel 2015 ha importato circa 4,8 milioni di tonnellate di frumento tenero, che coprono orientativamente la metà del fabbisogno per la produzione di pane e biscotti, mentre sono 2,3 milioni le tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero che rappresentano circa…

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