Tag Archives: Made in Italy

Se veramente vogliamo dire la verità, almeno per una volta, e guardare la realtà per come è e non per come vorremmo che fosse, in Italia molte aziende hanno spostato e stanno spostando i propri siti produttivi all’estero. Piccole aziende e grandi marchi, senza se e senza ma, preferiscono Paesi con una minore tassazione e, ovviamente, minori obblighi produttivi. Questo fenomeno che abbiamo imparato a conoscere da tanto tempo non è mai di fatto stato ostacolato dalle Autorità nostrane; semplificazione burocratica, miglioramento delle infrastrutture, premio alla meritocrazia del personale sono stati sostituiti con l’indifferenza politica, ad eccezione del clamore mediatico di un’edizione del telegiornale. La Fondazione Insieme per la Terra non vuole essere un’impresa ma semplicemente un punto di riferimento associativo per tutto il settore primario italiano e, se volete, dell’intera Comunità (termine poco usato ma per noi rappresenta un punto fondamentale). Noi abbiamo deciso di dare, nel nostro piccolo,…

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Ci sono persone che non passano la propria vita a sperare in qualche cambiamento ma hanno il coraggio di rimboccarsi le maniche senza tanti giri di parole. Per alcuni potremmo parlare di lucida follia ma per altri di lungimiranza. E’ il caso della Fondazione GAT, l’unica fondazione di partecipazione in Europa che si occupa del settore primario, voluta per ostinata determinazione dall’Avv. Rosanna Montecchi e dal Dr. Nicola Gozzoli. Oltre alla realizzazione di Aziende Agricole GAT la Fondazione ha lanciato, unico caso nel mondo, il Premio Nazareno Strampelli destinato unicamente agli Istituti Agrari ed Alberghieri italiani. Molto spesso pensiamo che la ricerca possa essere fatta solo nelle nostre università, abbandonando ed isolando i nostri istituti secondari, destinandoli all’impoverimento culturale. La Fondazione ha decisamente invertito questa tendenza, sostenendo di fatto lo studio e la voglia di ricerca di quei ragazzi che non possono, causa problemi economici, proseguire gli studi. Per fare…

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I media ci raccontano di una Coldiretti amica dei consumatori e grande difensore dei diritti del popolo agricolo, praticamente, detto in termini gastronomici, la favola del “Mulino Bianco”. Dopo la raccolta di donazioni per l’Africa, dopo la raccolta di denaro per i viticoltori californiani, giusto per disprezzare a piene mani i nostri operatori in difficoltà, assistiamo all’esplicita alleanza con gli industriali. Non ci credete? Pensate che questo paradosso non possa capitare? Provate a leggere l’articolo apparso su Il Punto Coldiretti, rimarrete sicuramente senza parole. Nasce “Filiera Italia”, una nuova realtà associativa che vede per la prima volta il mondo agricolo e l’industria agroalimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere tutta la filiera agroalimentare nazionale. La presentazione è avvenuta a Cernobbio nell’ambito dell’edizione 2017 del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti che è tra i soci promotori insieme a Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica). Filiera Italia…

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Riceviamo e pubblichiamo le osservazioni di Salvatore Tredici, pescatore italiano, relativamente all’articolo pubblicato su Il Velino. Caro Castiglione, avete avuto tutto il tempo necessario per fare molte cose che potevano essere utili alla pesca … il vostro tempo delle promesse e’ scaduto anche perche’ l’unica cosa che avete fatto con il vostro tempo e’ quello di aver fatto affondare tutti i settori Agricoli e della pesca. I fondi Europei per la pesca e l’agricoltura andavano programmati in tempo e prima di programmarli, dovevano essere convocati i pescatori per capire cosa non ha funzionato e cosa andava corretto in base alle esigenze del settore e sopratutto ai divieti, decreti e accordi firmati dal vostro Governo che ci sta facendo affondare. Se ci avete VIETATO di poter pescare il Tonno, l’Alalunga, il bianchetto, il pesce spada, il ciciarello e rossetto e quanto prima ci verranno messe ulteriori restrizioni su cosa pescare… SECONDO…

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Quando leggerete questo articolo di agroalimentarenews capirete del perchè il nostro agroalimentare sia così imitato in ogni parte del mondo. Imitazioni che riducono drasticamente la nostra forza produttiva e la nostra forza occupazionale. Tutto nel silenzio delle nostre autorità politiche, particolarmente interessate e dedicate ai propri impicci. Nel frattempo, in questa situazione incandescente, le industrie agroalimentari crescono e le campagne, invece, cadono nel baratro economico. Tutto alla luce del sole, tutto nell’indifferenza generale. L’Italia del silenzio che copre la disperazione di chi non ha lavoro. Milano- Ogni anno 1,2 miliardi di persone in tutto il mondo acquistano un prodotto dell’agroalimentare italiano, tra i quali 750 milioni sono consumatori fidelizzati. Ma dove vanno a finire i prodotti food del Made in Italy nel mondo? Come viene garantita la loro qualità nonostante lunghi viaggi per il trasporto? Chi garantisce che un latticino assaporato in Cina mantenga le proprietà organolettiche e di gusto, in…

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Cari amici risicoltori, zio Giulio avrebbe detto “a pensar male non è peccato”. Il prezzo del riso è sicuramente crollato grazie all’importazione massiccia ed indiscriminata dai Paesi asiatici. Che fare? Sicuramente i consumatori devono fare molta attenzione su ciò che acquistano, in funzione anche della propria salute. Gli industriali importano, i controlli doganali soccombono, il consumatore acquista riso di bassa qualità; cari cittadini vi piace questo sistema?   Non è chiaro se ad attenderli troveranno il colonnello Kurtz e neanche se i nostri imprenditori usino farsi annunciare dalla Cavalcata delle Walkirie, come avviene nel film, ma i toni con cui si parla dei frequenti viaggi degli industriali risieri in Estremo Oriente sono degni di Apocalypse now. Colpa dei prezzi del risone, che esasperano gli animi e alimentano il gossip, visto che, gratta gratta, è difficile provare l’esistenza di una corrente di investimenti italiani in quel Paese, tesa a sfruttare le…

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Contrariamente a quello che pensano i nostri politici e le attuali sindacali agricole, i consumatori italiani prediligono riempire il carrello della spesa con cibi locali e nazionali, rilegando i cibi etnici alla pausa pranzo, sia per il prezzo sia per la ridotta tempistica a disposizione. Roma– I colori del tricolore tingono il carrello della spesa degli italiani. Stando infatti al rapporto Italia 2017 dell’Eurispes nell’acquisto di beni alimentari si prediligono i prodotti made in Italy (74,1%), il 53,1% acquista spesso prodotti con marchio Dop, Igp, Doc e per oltre la metà dei casi (59,3%) a essere privilegiati sono i prodotti a km zero, nell`80,4% quelli di stagione. Leggermente più basso invece il numero (39,4%) di chi acquista spesso prodotti biologici. Il 75,4% dei consumatori controlla l`etichettatura e la provenienza degli alimenti; evita di comperare prodotti nei negozietti etnici (62%) e di marche che non conosce (66,9%). Il 59,9%, inoltre, preferisce…

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Qualche giorno fa, ho scritto al Servizio Clienti di Pasta Rummo perchè, mosso dalla curiosità della eccellente qualità della loro pasta, volevo sapere come era fatta e con che grani. Oramai ci conoscete, sapete quanto sia importante per noi la qualità e la genuinità di quello che mettiamo nel piatto, ma anche il modo il cui viene fatto. Ecco, se avevate anche Voi qualche dubbio, ve lo togliamo noi, leggete la nostra domanda qui sopra e la loro risposta non anonima, con un semplice “Customer Care” e via, ma firmata con Nome e Cognome, che abbiamo omesso per questioni di privacy. Domanda: Buongiorno signori, in primis, complimenti per la qualità della Vostra pasta, che consumo regolarmente nella mia casa. In veste di Segretario Generale della Associazione Insieme per la Terra, che in questa email rappresento, vorrei chiedervi conferma sulla provenienza del grano che utilizzate nella Vostra pasta (quella a marchio…

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Fidarsi delle multinazionali, qualunque esse siano, è come camminare sul ghiaccio a piedi scalzi. Vi ricordate quando Lactalis aveva promesso, pochi anni fa, di trasformare il sito di Collecchio della Parmalat nel più grande punto di riferimento del latte fresco italiano? Tutte bugie, visto le ultime notizie di trasloco alla borsa di Parigi. Come si fa a fidarsi di questa Azienda francese? MILANO – Pochi giorni fa aveva deciso che il gruppo Parmalat non avrebbe più pubblicato le trimestrali. Ora potrà fare a meno anche della semestrale e del bilancio annuale. Con una operazione che – tutto sommato – era attesa dal mercato, il gruppo francese Lactalis ha annunciato prima dell’apertura dei mercati il “delisting” della società di Collecchio, togliendola così dal listino di Piazza Affari. Tramite la controllata Sofil,la società transalpina di proprietà della famiglia Besnier – già azionisti dell’87,74% di Parmalat – hanno lanciato un’Offerta pubblica di acquisto…

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Dopo il tutto esaurito di Varsavia, i piccoli produttori delle eccellenze enogastronomiche ed artigianali italiane, partiranno per un tour europero di 16 tappe per il nord Europa. L’obbiettivo dell’iniziativa è quello di realizzare mercati alternativi di carattere associativo in territori dove il vero Made in Italy viene particolarmente apprezzato. I piccoli produttori potranno non solo vendere le proprie eccellenze, ma anche incontrare acquirenti di catene commerciali locali.  La straordinaria sinergia tra “Italia: Terra DOP“, “Ecosinergie Group” ed Insieme per la Terra, darà luogo ad un esempio mai realizzato nel Bel Paese a sostegno della piccola imprenditoria, abbandonata e trascurata dalla Grande Distribuzione Organizzata. La drastica riduzione dei costi ed il contenimento della burocrazia per i partecipanti a questi mercati è stato possibile grazie ad uno straordinario coordinamento associativo. Di seguito l’annuncio sul giornale radio di Radio Bruno: Mauro Cappuccio Segretario Generale Insieme per la Terra

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