Partiti i “Parmesan Bond”, primi #bond agricoli italiani

Dopo gli scandali finanziari globali legati ai bond argentini o ai bond immobiliari sinceramente noi comuni produttori, poco avvezzi all’alta finanza, storciamo leggermente il naso.
Mai era capitato che questi strumenti finanziari potessero legarsi al settore primario dove privilegiavano i soliti strumenti bancari per la liquidità corrente.
Vista la carenza di moneta circolante e vista la difficoltà di erogazioni e/o rinnovo di finanziamenti bancari vale magari la pena studiare la nascita di queste nuove formule economiche prima di apporre giudizi poco attendibili.
Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo che merita un particolare approfondimento.

Di solito quando si parla del collaterale di un prestito obbligazionario si guarda alla scadenza, stavolta invece si farà forse meglio a considerarne la stagionatura. Già, perché sui mercati finanziari è infatti arrivato il primo Minibond garantito da forme di Parmigiano Reggiano. Non c’è in effetti da stupirsi, dato che l’emittente si chiama 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, una cooperativa modenese che produce 75mila forme l’anno del celebre formaggio, coprendo quasi il 2% della produzione mondiale, e che quindi offre in pegno il bene più prezioso che possiede.
Un «Parmesan Bond» a 5 anni, rimborsabile a rate
Sotto l’aspetto strettamente finanziario tecnico, il Minibond (che qualcuno già chiama «Parmesan Bond») emesso la scorsa settimana ha caratteristiche simili ad altri strumenti di questa tipologia creata negli ultimi anni per favorire l’accesso al mercato dei capitali anche a imprese di taglia particolarmente ridotta. Ha un valore nominale di 6 milioni di euro ed è quotato sul segmento ExtraMot di Borsa Italiana ( Codice Isin IT0005159543), scadrà a gennaio 2022 e garantisce un rendimento fisso annuo del 5% con cedola semestrale. Il rimborso del capitale è previsto in cinque tranche annuali nella misura del 20% del valore nominale a partire da gennaio 2018 con estinzione totale del prestito il 27 gennaio 2022.
La particolarità sta appunto nello strumento posto a garanzia, cioè forme di Parmigiano per un importo pari al 120% del valore dell’emissione: nel malaugurato caso di default dell’emittente, stavolta, per i sottoscrittori almeno il gusto sarà assicurato. Non si tratta però di uno strumento accessibile a tutti, perché l’operazione, curata da Pairstech Capital Management come Arranger e Global coordinator, da Frame Capital in qualità di Co-arranger e assistita da Hogan Lovells per la parte legale e dallo Studio Pederzoli&Associati come Advisor, è riservata ai soli investitori professionali.
Il Minibond consentirà anche di aumentare la stagionatura delle forme
I fondi derivanti dall’emissione delle obbligazioni verranno utilizzati a supporto del piano di valorizzazione ed espansione commerciale, oltre che ad un riequilibrio delle fonti di finanziamento della Cooperativa. Si tratta di un pegno di tipo rotativo, quindi mano a mano che le forme arrivano alla stagionatura desiderata saranno vendute e sostituite da altre forme più «giovani». Sotto questo aspetto, sottolineano dall’azienda, il minibond servirà anche a consentire di aumentare la stagionatura del parmigiano in modo da poterne aumentare i margini di guadagno.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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