Tracollo dei #pomodori, fuga dei #giovani all’estero

Vi ricordate quante volte la Coldiretti ha annunciato il ritorno dei giovani in agricoltura? Solita politica degli annunci per poi vedere il nulla! Nell’articolo di Today 24 viene descritta la drammatica realtà del pomodoro. Dall’oro rosso siamo passati ai conti correnti in rosso! Cosa hanno fatto le sindacali agricole per bloccare le importazioni di prodotto straniero non controllato? Ai sindacalisti lasciamo le scuse, a noi produttori rimangono le ceneri di anni di duro lavoro. Con buona pace della ripresa tanto promessa.

«Ogni fine stagione – afferma Buccheri – si fanno i conti e nel comparto agricolo delle serre, accade che i conti sono in rosso come i pomodori che si producono. Da gennaio a maggio il prezzo dell’oro verde non ha superato i 50 centesimi al chilogrammo. Non riuscendo a vendere nel mercato ortofrutticolo di Vittoria, molti produttori si sono spostati a Catania dove al massimo una cassetta di pomodori di 13 chili si vende 2 o 3 euro. Tolte le spese di trasporto si riesce a guadagnare la giornata di lavoro, ma le spese da pagare ai fornitori restano. I magazzini vogliono essere pagati in anticipo con almeno la metà delle spese di acquisto per la plastica e le piantine sempre più care, concimi ed antiparassitari e con la conseguenza che tanti piccoli produttori sono costretti a cessare l’attività. Chi è fortunato trova chi prende il suo terreno in affitto e viene assunto come operaio, nel suo stesso fondo. Quindi il piccolo impresario, si ritrova a fare l’operaio a 33 euro al giorno. Si evince che si riesce a lavorare solo perché a fine anno si percepisca l’indennità di disoccupazione». Un fenomeno che per il presidente del Comitato Nuovi poveri sta provocando l’emigrazione di tanti cittadini ed in particolare di giovani. «La maggior parte e soprattutto i giovani – dice Buccheri – cercano rifugio nell’emigrazione verso la Germania dove le condizioni di vita sembrano migliori e non tornano più. Un piccolo produttore con 4 mila metri quadrati di serre riusciva prima a campare la famiglia, adesso invece niente perché il margine di guadagno si è ridotto a mille euro ogni mille metri quadrati di serre. Va da se che con appena 4 mila euro di guadagno all’anno con 4 mila metri quadrati di serre è impossibile riuscire a mantenere la famiglia. Il piccolo produttore sta scomparendo mentre resta nel mercato il grosso produttore con un milione di metri quadrati di serre, poiché anche se guadagna 500 euro ogni mille metri quadrati di serre, riesce sempre a spuntarla bene in rapporto alla quantità. Siamo tornati indietro di 70 anni, con la ricchezza concentrata nelle mani di pochi e con il popolo ed i piccoli produttori impoveriti».

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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