Che si fossero creati grossi problemi per l’inserimento delle pratiche relative alle domande uniche e del Psr, l’avevamo capito nel momento in cui ci avevano comunicato la “saggia” e “felice” decisione di far inserire, ai centri di assistenza agricoli, per la campagna 2017, il 75% delle domande grafiche. Qualche cervellotico ingegnere geospaziale, ha fatto l’invenzione del secolo, utilizzando però come cavie, prima gli agricoltori e poi i responsabili e gli operatori dei CAA. Gli “scienziati” che hanno inventato questa nuova applicazione, non si sono accorti che hanno montato un motore ferrari su una vecchia e sgangherata fiat cinquecento, non hanno calcolato minimamente il fatto che un’applicazione geospaziale, montata in un vecchio sistema informatico, avrebbe rallentato se non quasi bloccato tutte le procedure di inserimento delle pratiche agricole. Quello che sta avvenendo in questi giorni è veramente drammatico, per inserire in sistema la domanda di aiuto, se tutto va bene, passano intere ore, diversamente, un’intera giornata. A questo punto ci chiediamo e chiediamo ai responsabili Agea ed Arcea: è possibile per un’associazione di medie dimensioni (1.800 fascicoli) e con tre o quattro sedi caa, aggiornare i nuovi piani di coltivazione, inserire d.u. e misure a superficie psr in un solo mese e con un sistema che funziona a singhiozzo? ConfColtivatori sta denunciando da oltre due mesi questo “deficit” di sistema, mentre si accumulano gravissimi ritardi. Inoltre i signori che hanno montato il motore di un bolide su una vecchia carcassa, con tentativi maldestri non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Ci siamo ritrovati infatti con domande stampate prive di qualsiasi fondamento, che abbiamo dovuto annullare e rifare completamente da capo, con ulteriore perdite di tempo. Poi, quando si compie il miracolo di definire un Piano di Coltivazione e si cerca di inserire la Domanda Unica, il sistema non riporta tutte le informazioni presenti in fascicolo.
Tali ritardi generano presso gli sportelli c.a.a. file interminabili creando nervosismo sia tra gli operatori che tra i soci – agricoltori, i quali sentendosi dire per l’ennesima volta che la domanda non è stata inserita sentendosi presi in giro, chiedono a giusta ragione l’annullamento dei mandati al fine di rivolgersi ad altre sedi. Insomma questo mal funzionamento sta creando danni su tutti i fronti. Inoltre leggiamo atti che Agea emana in extremis che a loro dire sono risolutivi, ma che in realtà non fanno altro che complicare e confondere ulteriormente gli operatori. Insomma alla vigilia della presentazione delle d.u. e psr abbiamo centinaia di domande, “ferme con le quattro frecce”, giusto per citare una frase ricorrente dei giornalisti di Striscia la Notizia e che sarebbe il caso di fare intervenire. Detto questo, si chiede alla Dirigenza Agea ed al Direttore di ARCEA, dott. Maurizio Nicolai, di valutare se è il caso di lasciare aperte le procedure di inserimento dati, viste le difficoltà oggettive che sta provocando questo nuovo sistema informatico cervellotico ed inefficiente. Restiamo comunque in attesa di risposte certe ed immediate, comunicando che in assenza di adeguate informazioni e/o indicazioni, ci consideriamo sollevati da qualsiasi responsabilità nei confronti dei produttori, ai quali consiglieremo vivamente di rivolgersi agli uffici Agea ed Arcea, unici responsabili di questi dannosi ritardi.

Giovambattista Benincasa
Responsabile Regione Calabria Confcoltivatori

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