Latte: #Ungheria aiuta gli #allevatori locali ed #abbasserà l’IVA, mentre in Italia…

Non è una notizia fresca di giornata, è datata 16 maggio quella di QualeFormaggio.it , ma dovrebbe farci riflettere su come, dalle altre parti in Europa, si pensi più alla propria economia, piuttosto che sottomettersi supinamente alle logiche di mercato, anche se queste fossero suicida.

Nell’articolo di cui sopra (che Vi riportiamo: Latte: l’Ungheria sequestra autocisterne slovacche e ceche), si mette in evidenza proprio come lo Stato ungherese metta in campo alcune pratiche di alleggerimento fiscale, come abbassare l’IVA dal 27% al 5% (e scusate se è poco) per incentivare il mercato locale, oltre a cercare una forma di boicottaggio della materia prima proveniente dall’estero. In particolare da Slovacchia e Repubblica Ceca, cercando di limitarne l’importazione. Forse potrà essere discutibile il modo, certamente il boicottaggio a prescindere non è una forma di lotta al “libero mercato” e di libera circolazione delle merci, ma forse è un buon modo per non importare proprio ogni “schifezza” che sia all’interno della cosiddetta “EU”. Non tutto quello che circola sotto l’egida di Bruxelles deve essere necessariamente esente da critiche o blocchi in caso di qualità scadente (come riportato nell’articolo), preso per assunto l’accordo di Shengen, cerchiamo perlomeno di salvaguardare anche salute e mercato interno.
Inoltre, differentemente da quello che succede in Italia, le lamentele urlate dalle piazze e dalle strade dove marciano gli allevatori e gli altri operatori del settore, la vengono ascoltate e si cerca di arginare in modo proattivo. In Italia si sventolano sempre le solite 4 bandiere dello stesso colore e, se va bene, la sera si torna a casa con una promessa verbale del politico/ministro di turno che, puntualmente verrà disattesa e dimenticata, oramai rassegnati si cerca di salvare il salvabile e si va avanti, tanto la scusa e la solfa è sempre la stessa: Legge di mercato.

Perchè in Italia non si adottano politiche di riduzione delle tasse su quei generi alimentari di prima necessità, oppure non si riducono le tasse e la burocrazia alle aziende agricole ed agli allevatori? Anzi, già si parla di alzare l’IVA già all’inizio del 2017 è evidente che qui abbiamo proprio le idee chiare, oppure uno scopo differente da quello ungherese.

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

 

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