#Allevatori UE: presto #abbattimento delle #tutele sul benessere degli #animali… e del nostro!!

Siamo alle solite, non passa giorno che da quel vulcano di idee creative, quella fucina di fantasie pregna di menti eccelse che stanno a Bruxelles, non escano proposte leggi o regolamenti che sembrano studiate apposta per affossare quanto è stato fatto in decine (o forse un centinaio) di anni dai nostri padri e dai nostri nonni.

Prendiamo spunto dall’Articolo di ANSA.it di questo pomeriggio per confermare e ribadire che, della salute della Comunità proprio non gliene frega un piffero agli occupanti del Palazzo di vetro “Justus Lipsius”, oppure, mettendoci un po’ di malafede, semplicemente obbediscono ad ordini che arrivano dalle multinazionali dell’oltre oceano e non.

Come è possibile che si possa leggere:

Per il segretario generale del Copa-Cogeca, Pekka Pesonen “bisogna garantire un’attuazione adeguata e un’armonizzazione delle norme esistenti, dando maggiore flessibilità agli operatori e riducendo gli elevati costi amministrativi che essi devono sostenere”. Senza dimenticare. aggiunge, “il fatto preoccupante sottolineato da alcuni ministri, che nei paesi extracomunitari le norme di benessere sono meno elevate e che le importazioni che entrano nell’Ue non devono rispondere alle elevate e costose norme europee”.

Si capisce bene che quello che entra nell’UE non è aderente alle norme che invece vengono applicate a chi ci vive, in pratica è come se voi abitaste in Egitto, venite in Italia con la vostra bella Ferrari da 600 cavalli e vi mettete a sfrecciare a 350 km/h per le nostre autostrade perché, essendo voi provenienti da un paese “extracomunitario” non siete soggetti alle stesse leggi nel nostro territorio. Quindi alla stessa stregua, potrete applicare la legge del taglione (previsto in molti Stati del Medio Oriente), resa in schiavitù delle donne, soppressione e/o abbandono del secondo genito (legge appena abolita in Cina), stupri di gruppo ai danni delle donne (vedi la tanto civile India) e perché no, farvi fare un figlio con la tecnica dell’utero in affitto anche in Italia, tanto provenite da un altro Paese. Anarchia portami via!!

Vi rendete conto quanto l’etichettatura sulla provenienza delle merci sia fondamentale?
Senza questa, possiamo tranquillamente mangiare una bistecca di manzo proveniente dalla Tunisia (ad esempio), che è stato cresciuto a steoridi ed ormoni più o meno naturali, senza nemmeno che vengano controllati alla dogana e senza che nessuno lo venga a sapere, fino a quando queste sostanze non iniziano a creare danni nel vostro organismo.

Ancora leggo: “dando maggiore flessibilità agli operatori…” come la dobbiamo interpretare?
Che ci renderanno un po’ meno dura la vita con meno multe, obblighi ed ammennicoli vari (vedi passaporti bovini a bestie che non usciranno dalla nostra provincia e orecchini multicolori) o che chiuderanno un occhio anche in Europa? In quest’ultimo caso, in che maniera? Alleggerendo i controlli oppure creando spiragli per evitarli? In entrambi i casi non vedo una buona prospettiva, ci sono sempre i furbi che potrebbero rovinare il mercato facendo entrare carni a costi bassissimi a rischio della salute e della fama e prestigio dei nostri marchi e premi faticosamente guadagnati.

E’ questa la tutela che è garantita dalla nostra Costituzione Europea?

E poi beatamente concludono:

Secondo Copa e Cogeca, “malgrado la difficile situazione del mercato, gli agricoltori europei, assieme ad altre parti interessate, stanno già applicando iniziative volontarie volte a migliorare il benessere degli animali durante il trasporto per aiutare gli operatori a garantirne un livello ancor più elevato”. Questo approccio, concludono, “è sostenuto dalla Commissione e dal Parlamento europeo secondo cui la legislazione esistente deve essere applicata correttamente in tutta l’Ue, in modo armonizzato in tutti gli Stati membri”.

ecco la fregatura: “Malgrado la difficile situazione del mercato, gli agricoltori europei” visto chi paga lo scotto?

La domanda sorge ben spontanea: Ma perché devo andare a comprare della carne di SICURA qualità inferiore in qualche Stato extracomunitario quando quella che abbiamo in Europa (se proprio non vogliamo sembrare troppo protezionisti) è “di livello elevato” come dice l’Europarlamentare dal nome complicato da pronunciare. Quando non si è certi del prodotto importato, si utilizza quanto il mercato interno produce, senza bisogno di piegarsi sempre alle logiche di mercato imposte dalle Multinazionali. Siamo noi che dovremmo imporre a loro di usare SOLO merci provenienti dal mercato interno se vogliono vendere qui. Tanto alla fine non è che c’è tutto sto tornaconto, fateci caso che le sedi legali sono tutte in paradisi fiscali ben fuori dai confini del vecchio continente. Loro si sono fatti furbi, sarebbe il caso che lo facessimo anche noi.

Con la salute non si scherza e non ci si può risparmiare, poiché tutto quello che “lasciamo passare” oggi, lo sconteremo più avanti e forse a Bruxelles non sono così lungimiranti da pensare che questo debito a lungo termine, cadrà sulle casse della Sanità pubblica tra 20/30 anni.
Dov’è il guadagno?

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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