Caro Babbo Natale, siamo il Paese dei divieti, delle truffe e delle ruberie

Forse vi sembrerà ridicolo o paradossale scrivere una lettera a Babbo Natale ma, vista la situazione italica, non sappiamo a che santo appellarci!
Su tutti i giornali ci raccontano, in stile rotocalco rosa, della favola del ritorno dei giovani in agricoltura quando solo l’11% degli addetti al settore primario ha meno di quarant’anni. Non parliamo dei tanto acclamati PSR: la Coldiretti ha annunciato che grazie a questi piani, da lei fortemente voluti, nasceranno 20.000 posti di lavoro. Peccato che oltre ad aver dimenticato di parlare delle spese burocratiche pagate anticipatamente alla presentazione della pratica dal sindacato, abbiano trascurato anche l’immensità dei paletti posti nei bandi tanto da rendere difficile l’accesso reale. Sicuramente da questi PSR trarranno vantaggio i giovani che subentreranno formalmente al ritiro dall’attività del padre senza la formazione di nuovi posti.
L’UE ti dice quando e cosa devi coltivare e quando concimare.
Vacche da mungere quotidianamente con l’unica certezza della svalutazione del tuo lavoro e del tuo prodotto.
Assistere alla carrellata ridicola di politici e di sindacalisti che, passando da un talk show a un TG, raccontano che stanno lavorando per noi e che capiscono la situazione di disagio che stiamo attraversando. Mentre tutti ci capiscono prendendoci per inetti nell’apprendere l’attuale situazione, dobbiamo ogni mattina 365 giorni l’anno alzarci all’alba per lavorare.
Ci raccontano che produciamo troppo perché incapaci di autoregolarci senza raccontare che i Consorzi di tutela e rappresentanti vari non sanno fare politiche commerciali di alto profilo; fino a quando persistono stipendi milionari o comunque ragguardevoli, per non dire esagerati, senza basarsi interamente sul venduto non sarà mai possibile avere risultati commerciali costanti a doppia cifra nel lungo periodo.
Cresci in mercati potenzialmente importanti come quelli russi per poi sentirti dire dalla politica incapace di dialogare che il lavoro che hai fatto fino a quel momento deve essere cancellato e chiuso.
La qualità, tanto decantata, non da remunerazione. Le nostre Aziende agricole sono di fronte ad una scelta radicale: produrre bene o produrre a bassa qualità. Il rischio è di dover chiudere perché sappiamo fare troppo bene il nostro lavoro.
Mentre abbiamo difficoltà ad approvvigionarci delle nostre materie prime causa carenza di liquidità leggiamo scandali costanti di sindacalisti con stipendi e benefict indecenti; Segretari locali che percepiscono 2.500 euro al mese, Direttori da 150.000 all’anno e via dicendo. Non parliamo della collezione di cariche che vengono accumulate da noti rappresentanti sindacali.
Politici che non vedono e non sentono. L’importante è fregarsene di tutto e di tutti. Politici che non partecipano alle riunioni locali, nazionali ed europee perché disinteressati o magari addirittura stanchi tanto da essere tentati di chiamare “Chi l’ha visto”!
Aziende Agricole colpite da usura ed anatocismo bancario non aiutate da nessun Ente pubblico, anzi ignorate perché la tutela degli Istituti di credito deve privilegiare su qualsiasi cosa. Risparmi investiti dei pensionati agricoli spazzati via in cambio di un salvataggio degli amici bancari e della buona apparenza perché qui le cose devono andare tutte bene.
Contraffare non deve essere più reato così da aiutare quegli industriali e quei commercianti senza scrupoli e senza morale a fare ciò che vogliono. E la politica, reduce dallo scandalo di Banca Etruria, autorizza!
Impotenti assistiamo a continui furti di attrezzature agricola nelle nostre campagne; abbiamo rinunciato a fare perfino le denunce per evitare di essere inascoltati oltre al fatto di non rivedere quanto rubato.
Abbiamo solo una certezza: gli operatori del primario italiano devono essere spazzati via! E l’Italia dovrebbe ripartire? Forse l’Istat non contempla la realtà!
Caro Babbo Natale, ti prego quest’anno non portare altri regali ai nostri politici e ai nostri sindacati perché ne hanno già presi tanti da troppo tempo e sarebbe ora di iniziare una drastica dieta con l’aiuto, magari, di un buon mattarello per fare la pasta.

Dr. Nicola Gozzoli
Presidente Insieme per la Terra

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