#Coldiretti Calabria inciampa sulla carne #DOP calabrese di origine #Olandese

All’indecenza non c’è mai fine, ma davvero!

Nell’articolo di lunedi del Corriere della Calabria, emerge una verità sconcertante: che chi dovrebbe difendere e tutelare il Made in Italy al 100%, con ogni goccia del proprio sangue, con ogni centesimo regalatogli dallo Stato italiano a titolo di contributo, si scopre che uno del Consiglio direttivo di Coldiretti Pietro Molinaro, nella sua cooperativa “Cozac” di cui è Legale rappresentate, spacciava come DOP salumi fatti con carne proveniente dall’Olanda, ecco lo stralcio:

Tre anni addietro all’interno degli stabilimenti della Cozac, cooperativa di cui Pietro Molinaro è legale rappresentante, i carabinieri del Nas sequestrano importanti quantitativi di carne proveniente dall’Olanda ed il perché è presto detto: nello stabilimento si producono salumi a denominazione di origine protetta e – secondo le norme che disciplinano la produzione Dop – la carne invece deve essere rigorosamente Made in Calabria. Il reato contestato a Molinaro è quello di tentata frode in commercio. Il 3 marzo del 2013 il Tribunale di Cosenza, rigettando la richiesta di riesame e confermando il decreto di sequestro emesso dalla procura bruzia, scrive nero su bianco che i salumi, prodotti con suini olandesi, erano contrassegnati come Dop. La vicenda giudiziaria finisce in Cassazione e la Suprema Corte, il 19 settembre del 2013, respinge il ricorso e condanna Pietro Molinaro qualificando come sintetica ma congrua e tutt’altro che inesistente o apparente la motivazione espressa dai giudici del tribunale cosentino. Nella Cozac, secondo i giudici, «il salume in sequestro, rinvenuto dai Carabinieri nelle celle di stagionatura, anche se privo di etichettatura per ogni singolo pezzo, appariva inequivocabilmente contrassegnato come D.O.P. mentre invece trattavasi di salame prodotto con carne suina proveniente dall’Olanda».

Un bell’autogol per la nostra Sindacale di maggior immagine sul territorio, che è sempre pronta a prendere incarichi governativi in nome della salvaguardia dell’Agroalimentare che “dovrebbe” difendere e che invece, con una delle più importanti cariche del proprio Consiglio Direttivo, compie una “Tentata frode in commercio” ai danni del Made in Italy. Pensate al fornitore olandese, che ovviamente poteva ben immaginare che i prodotti DOP che uscivano da quella Cooperativa erano fatti con la loro carne, certamente la magra figura che la nostra Bandiera ha subito non ce la ripaga nessuno!! Pensate quali bisbigli corrono nei corridoi del palazzo di vetro di Bruxelles!! Per questo quando ci va Renzi a fare la voce grossa, gli danno il peso di un 2 di picche con briscola a fiori; se l’esempio è questo, il TTIP può passare senza problemi, tanto i nostri prodotti DOP sono tarocchi!!

ANNI DI FATICA E SOLDI BUTTATI NEL GABINETTO!!

Ma gli organi competenti della tutela del DOP Calabrese? Forse davanti ad una personalità del genere (Presidente di Coldiretti Calabria) si saranno sentiti in dovere di “lasciar stare” certi controlli, basandosi sulla fiducia che una tal carica dovrebbe portare? Come dobbiamo intendere tutto questo silenzio? Omertà?

E non è finita qui!!!!!

Non ci siamo fatti mancare nemmeno le irregolarità sull’assegnazione dei PSR, leggete questo Articolo sempre del Corriere della Calabria, a cui vanno i nostri complimenti per la schiettezza su come vengono scritti gli articoli, senza timore reverenziale, come dovrebbe sempre essere!

E’ raccapricciante come una persona che DECIDE a chi assegnare i PSR, sia sotto processo per “gravi irregolarità in ordine alla percezione di contributi comunitari” e che in Regione Calabria abbia un potere tale da far tacere un intero dipartimento. Siamo al limite della figura mafiosa!

Infine, lasciate che lo scriva io, tanto lo fareste voi a commento dell’articolo:

  • Coldiretti che sapeva della “pendenza” sin dal 2003, non ha rimosso questa figura da una tale poltrona?
  • Coldiretti non ha fatto un comunicato stampa per prendere distanza da una simile figura?
  • Coldiretti, visto che OVVIAMENTE sapeva e non ha fatto nulla, potrebbe essere virtualmente complice, silenzio assenso, quindi vuol dire che andava bene così?
  • Quanti altri Presidenti delle sedi provinciali o vicini a tali poltrone nella Organizzazione sindacale ancora potranno esserci in simili situazioni?
  • Domanda finale: Possiamo ancora fidarci? Chi ci assicura che questo silenzio non sia stato perpetrato in altre azioni non ancora giunte alla stampa o rese pubbliche?

E non fatela finire con la solita chiacchiera da Bar Sport “Tanto è tutto un magna-magna”, “Tanto fanno quello che vogliono”, ricordatevi che è il Vostro di sedere che stanno… usando!!

Come diceva Seneca: Chi non impedisce un’ingiustizia, ne è complice

A voi le risposte

P.S. Entrate in questo sito (Campagna Amica di Coldiretti) e leggete il banner all’inizio.

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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