#Latte – Chiesto commissaramento mercato – #Fava: Stalle a rischio chiusura, non deve finire così

Prima o poi doveva succedere, il mercato del latte è arrivato al “troppo pieno”, stamattina gli operatori (circa 200) alla chiusura della 88ma edizione del “FAZI” Fiera Agricola Zootecnica Italiana tenutasi a Montichiari (BS), hanno chiesto a gran voce il commissariamento del mercato.

I contratti di conferimento del latte sono in scadenza il prossimo 29 febbraio ed i prezzi, per il prodotto italiano, sono a 30 centesimi al litro ed a 24 centesimi quello estero, è quindi palpabile la sfiducia degli allevatori, così il 71% di loro chiede un commissariamento per gestire la crisi.

Ecco il Comunicato stampa ufficiale:


IN 38MILA ALLA FAZI DI MONTICHIARI

INNOVAZIONE E RICERCA PIÙ FORTI DELLA CRISI

IL LATTE PREOCCUPA GLI ALLEVATORI

Comunicato stampa 

(Montichiari, 21 febbraio) Tocca quota 38.000 visitatori l’88ª edizione della FAZI – Fiera Agricola Zootecnica Italiana al Centro Fiera di Montichiari e si conferma la più importante rassegna della Lombardia dedicata al comparto primario nel primo semestre del 2016, grazie ai 450 espositori e allevatori presenti e all’offerta trasversale che abbraccia la meccanica, la zootecnia, le energie rinnovabili, gli agrofarmaci e la convegnistica tecnica e dedicata alle specificità del territorio.

«Siamo soddisfatti per le presenze e per un approccio del mondo agricolo più attento all’innovazione, alla sostenibilità e all’economia di scala come strategie efficaci per uscire da una fase congiunturale tutt’altro che esaltante – ha commentato il presidente del Centro Fiera di Montichiari, Germano Giancarli -. Montichiari si conferma un polo di eccellenza dal punto di vista espositivo, con l’obiettivo appunto di accompagnare nella ripresa l’agricoltura. Non possiamo nascondere che ci siano alcuni comparti in difficoltà, ma ricerca e voglia di innovare si sono dimostrate più forti, veri driver per uscire dalla crisi».

La zootecnia rimane il cuore della manifestazione, che accanto alle mostre interprovinciali del Winter Show, vetrina di prestigio per la provincia più forte dal punto di vista della produzione lattiera e della valorizzazione dei prodotti caseari, in questa edizione ha conquistato i visitatori con le mostre equine, avicole e cunicole. Una conferma della tradizione dell’allevamento – grandi animali da reddito, ma anche di bassa corte – che distingue l’agricoltura italiana.

«A calamitare l’attenzione in questi tre giorni di confronti e di interessante presenza fra gli stand – ha rilevato il direttore del Centro Fiera di Montichiari, Ezio Zorzi – è stata indubbiamente la crisi che sta attraversando il comparto lattiero caseario».

Si avvicina d’altronde la scadenza del contratto trimestrale sul prezzo di conferimento e le dinamiche mondiali sembrano confermare una sovrapproduzione di materia prima che potrebbe incidere negativamente sulle tendenze future del latte alimentare.

«Se ne è parlato alla FAZI – ha ricordato Zorzi – e si è avvertita sia la preoccupazione dei produttori che la volontà della politica regionale ad attivare strumenti idonei per valorizzare la destinazione del latte a formaggi Dop quale soluzione percorribile per assecondare un percorso di crescita».

La parola d’ordine del 2016 alla FAZI è «innovazione», vista come elemento per assicurare – accanto alla sostenibilità ambientale – un equilibrio economico essenziale per poter continuare l’attività. L’Italia, d’altronde, è il terzo Paese in Europa per valore della produzione agricola (13%), alle spalle di Francia (18%) e Germania (14%) e davanti a Spagna (10%), Regno Unito (8%), Paesi Bassi (7%) e Polonia (5 per cento).


 

Leggiamo poi nella serata una nota sempre dall’Ufficio stampa di Gianni Fava, Assessore alle politiche agricole Lombardia:

(Milano, 22 febbraio) “Gli allevatori e gli addetti ai lavori bocciano duramente il governo sul latte e non mi stupisce affatto. Non si era mai visto il latte spot Made in Italy a 30 centesimi al litro e gli operatori sono visibilmente preoccupati, al punto che chiedono un commissario ad acta e invocano il rapporto diretto delle Regioni lattiere con l’Unione europea”.

Così l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, commenta il sondaggio della Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari (Brescia), che si è tenuta dal 19 al 21 febbraio.

Le tendenze sono abbastanza chiare. “Lungi da me l’idea di cavalcare il malumore dei produttori, perché non è il momento di fare speculazioni o polemiche pretestuose – prosegue Fava – ma è evidente che, così come è stata gestita, la vicenda del latte non ha affatto disteso gli animi. Ci sono stalle che rischiano di chiudere dopo gli investimenti di generazioni, non è giusto e non deve finire così”.

Verso l’incontro di giovedì. “Gli allevatori non possono subire un mercato penalizzante, impostato sulle tendenze dei listini europei e sull’immobilità del governo, che ancora ha il coraggio di procedere per spot – commenta l’assessore lombardo – ed è per questo che mi aspetto, giovedì prossimo nell’incontro al ministero con le Regioni, proposte concrete e azioni immediate per scongiurare il fallimento del settore, che condannerebbe a morte una parte significativa del Made in Italy. La Lombardia porterà il proprio pensiero in Europa”.

Cosa altro serve a questo Governo delle parole (e zero fatti) per svegliarsi ed agire?
A cosa è servito Expo 2015, dove il nome dell’agroalimentare italiano è stato tanto portato agli altari, se nel 2016 lo si lascia in pasto agli squali del mercato?
Il Governo, oltre che parlare di unioni civili, potrebbe interessarsi anche del LAVORO e non come con il Jobs Act (che è servito solo a creare ulteriore instabilità e sfiducia) e salvare il tanto decantato “Made in Italy”?
Forse vorrebbero fare il “Made in Italy” con i prodotti che arrivano un pò da tutto il mondo… Made in ‘ndo-te-pare’ lo chiameremo!

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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