Latte – In Italia MIPAAF e Sindacali #dormono mentre UE taglia le gambe agli #allevatori italiani

“E’ primavera, svegliatevi bambine” recitava la canzone Mattinata fiorentina di Alberto Rabagliati negli anni ’50, ma mai così attuale in questi giorni, andrebbe mandata in filodiffusione in tutto il MIPAAF e nei Palazzi delle varie Sindacali che… dormono… Leggendo quello che sta succedendo a Bruxelles sarebbero dovuti correre ed arrivare a Palazzo Berlaymont con la barba lunga, trafelati, urlando se fossero tutti impazziti, ed invece… dormono sereni.

Com’è possibile che in estate 2016 l’UE sborsa 150 Milioni di € come sostegno al mancato guadagno, aiutando gli agricoltori e facendo uscire il settore dalla crisi che attanagliava tutto il comparto e poi inizia ad intrecciare un altro accordo di libero mercato con chi? Con la Nuova Zelanda! La memoria evidentemente è corta oppure chi ha messo i soldi in estate scorsa, vuole qualcosa in cambio o sta pretendendo il conto, altrimenti non si capisce perchè si devono creare relazioni di questo genere con il più grande produttore di latte al mondo. Nemmeno un anno dopo aver salvato il mercato dalla speculazione che il “mercato libero” aveva prodotto.

Aprire le porte a nuovi mercati ha sempre senso anche perchè anche la nostra economia potrebbe avvalersi di nuove piazze dove portare i nostri prodotti, ma non saranno più “nostri” se le materie prime italiane verranno sostituite con quelle di altri luoghi. Come si potrà garantire l’italianità di un prodotto se il latte arriverà dalla Nuova Zelanda? Attenzione, non stiamo parlando di scarsa qualità, anche se ci riserviamo di prenderci del tempo sul giudizio di questo Paese che non ha (ribadiamo ancora) le stesse tutele sul trattamento degli animali e sulla salubrità del prodotto che abbiamo in Italia, ma della perdita di identità dei nostri prodotti e di posti di lavoro derivanti dalla importazione. Le nostre esportazioni in questo campo e con questo Paese in particolare, non sono nemmeno minimamente paragonabili a quelle che andremmo ad importare. 

Fonte Assolatte: Export italiano di formaggi nel mondo siamo a cerca 388.000 Tonnellate, diretti verso la Nuova Zelanda, circa 250 Tonnellate, una goccia nel mare

In tutto questo bailamme ancora i nostri sonnolenti difensori: MIPAAF e le solite Sindacali ancora non hanno comunicato il loro punto di vista (sempre se ne hanno uno) o se l’assordante silenzio sarà ancora a farla da padrone, anche questa volta e lasciare che Bruxelles distrugga quel poco che sembrava aver salvato l’anno scorso.

Ah, a proposito, vi ricordate che a fine mese di aprile scadranno gli accordi ed i contratti sul prezzo del latte firmati in Lombardia l’anno scorso? Un ottimo momento per tessere rapporti esteri di questo genere! Ottimo davvero per far crollare il prezzo del latte proprio al momento di ridiscutere i prezzi di quest’anno.

Ma a che gioco stiamo giocando?

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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