Ancora una volta, per l’ennesima volta si finisce sul solito discorso: Far fuori i piccoli produttori per favorire l’industria delle grandi imprese.

Si, leggiamo oggi l’interessante e confermativo articolo di Agricolae che riporta lo sfogo di 300 piccoli viticoltori, in una lettera aperta indirizzata al MIPAAF ed al “solerte” Ministro Martina.

La frase che conferma quello che diciamo da quando siamo nati è sempre la stessa ed è riportata (casualmente? non credo) anche nella loro missiva:

Sembra che l’obiettivo sia quello di ostacolare la partecipazione delle piccole aziende al Mercato Globale, riservandolo così alle grandi imprese.

L’appesantimento burocratico sembra proprio creato apposta per soffocare i piccoli produttori con centinaia di adempimenti, anche ridondanti sui 10 enti che “sorvegliano” l’operato dei produttori, patentini e procedure che non si possono delegare se non a caro prezzo, costo che ricade su una situazione di mercato che non è già di suo, facilmente sostenibile.

Prendiamo spunto da questo trafiletto:

Alimentarista, HACCP, utilizzo fitosanitari. taratura botte irrorazione, patentino guida trattore…

Poi ci sono i Consorzi di Tutela, le Associazioni, i Sindacati, ecc. Questo impegno corrisponde in termini temporali a quasi un mese di lavoro ed indicativamente a 2000-3000€ ogni anno, una cifra troppo importante per chi fattura poche decine di migliaia di euro.

Ovviamente non è possibile aggiungere questi costi vivi al prezzo finale del prodotto in quanto c’è un mercato che non permette di poter vendere al prezzo che si desidera, altrimenti nessuno compra più il prodotto e vendere al dettaglio tutta una intera produzione è praticamente impossibile.

Quindi da una parte c’è il mercato, dall’altra il Ministero che non genera semplicità, ma anzi, burocrazia, costi ed imposte, in mezzo, come sempre, c’è l’agricoltore che subisce e vede i propri guadagni svanire nelle carte e nelle consulenze.

Ogni giorno nei TG vediamo in giacca e cravatta strapagati onorevoli di ogni bandiera, riempirsi la bocca con parole come “Riforme”, “Semplificazione” e “Sburocratizzazione”, ma è fin troppo evidente che è lo stesso identico gioco che fanno quando parlano di abbassare i costi della politica, l’ennesimo contentino per far contenti noi “bancomat” dell’Italia, pedine di un gioco ben più grosso anche di loro, al quale per convenienza, non possono sottrarsi.

Mauro Cappuccio
Segretario Generale
Insieme per la Terra

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