Author Archives: Nicola Gozzoli

L’arrivo della notizia della caduta del Consiglio di Amministrazione di Parmalat ha colto sicuramente tutti di sorpresa. La notizia apparsa sulla Gazzetta di Parma non lascia dubbi. Decade il consiglio d’amministrazione di Parmalat, dopo le dimissioni di tre consiglieri espressione dell’azionista di maggioranza Lactalis. Antonio Sala, a cui si sono associati l’A.D Yvon Guérin e Patrice Gassenbach, si sono dimessi a “fronte del continuo riproporsi di contrapposizioni in seno al Consiglio di amministrazione” nonostante la società abbia “conseguito ancora una volta risultati in crescita e dimostrato una propensione a scelte industriali impegnative”. Sala ha rassegnato le dimissioni con effetto dall’approvazione del bilancio 2015 da parte dell’assemblea dei soci, in agenda il prossimo 29 aprile. Sala, spiega il comunicato, «ha dichiarato che, in un quadro in cui Parmalat ha conseguito ancora una volta risultati in crescita e dimostrato una propensione a scelte industriali impegnative, ha ritenuto di dover rassegnare le sue…

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Saranno delle voci di corridoio, semplici dicerie, o verità in arrivo? Il tam tam mediatico che si è generato non è di certo cosa di poco conto. L’indiscrezione trapelata dai gruppi degli allevatori autoconvocati di whatsapp parla di un contributo medio dell’UE di 3.800 euro per vacca abbattuta nel caso che l’allevatore cessi l’attività. Sarebbe questa quindi la soluzione adottata dalla nostra amata Europa per chiudere definitivamente le piazze rivoltose essendo il latte pagato al di sotto del prezzo di costo. Con un solo colpo di spugna si chiederebbe il problema dell’eccessiva produzione di latte, dello stoccaggio di burro e formaggi, dei ricorsi legali, dei litigi politici. Giocare sulla disperazione degli Allevatori, se tutto dovesse essere confermato, rappresenterebbe un disprezzo indecente verso i sacrifici di vita e di lavoro realizzati magari da generazioni. Quanti di noi non prenderebbero la calcolatrice in mano per fare quella moltiplicazione mai immaginata prima? Quanti…

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“Serve una riforma organica” e “Serve gioco di squadra” diceva il Presidente del Consiglio Matteo Renzi davanti al popolo della Coldiretti all’Expo di Milano. Promesse ancora una volta tradite dal suo partito. Dodici Eurodeputati del PD hanno fatto invece gli interessi della Tunisia e non dell’Italia. Eletti per rappresentare il Belpaese a Bruxelles voltano le spalle ai nostri olivicoltori. http://www.video.mediaset.it/video/tg4/full/edizione-ore-19-00-dell-11-marzo_601172.html Tra i nomi papabili ricordiamo: –Cecile Kyenge ex Ministro; –Sergio Cofferati, noto sindacalista della CGIL; –Flavio Zanonato, ex Sindaco di Padova; –David Sassoli, volto del TG1; –Mercedes Bresso, ex Governatore del Piemonte; –Renato Soru, ex Governatore della Sardegna che dichiara “Bruxelles, 12.03.2016- Nessuna invasione del mercato europeo, l’ok all’importazione di una quota di olio tunisino è una misura limitata, temporanea, applicabile per un periodo massimo di due anni e che prevede un monitoraggio e dei correttivi posti a tutela dei nostri produttori”; –Gianni Pittella, Presidente dei Socialisti Democratici. Un caloroso…

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Che Agea sia da tempo nell’occhio del ciclone lo sapevamo tutti ma ora si sta verificando una situazione al limite dell’assurdo. Secondo quanto denunciato dal Blog di Beppe Grillo è emerso un vero e proprio caos burocratico organizzativo addirittura oggetto di interrogazione parlamentare. Vergognoso lo stallo del ministero delle Politiche Agricole sul bando di gara per individuare il nuovo soggetto che dovrà gestire la banca dati di Agea, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, ovvero il cosiddetto ‘Sistema Informativo Nazionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura’ (Sin), attualmente in mano alla società Sin s.p.a., il cui mandato scadrà il prossimo 20 settembre. Come pensa il ministro Martina di garantire, con dei tempi così risicati, il passaggio di consegne al nuovo gestore e quindi i relativi servizi legati al Sin come ad esempio il pagamento agli agricoltori dei fondi Pac? Glielo abbiamo chiesto con l’ennesima interrogazione in Commissione Agricoltura alla Camera. Siamo preoccupati…

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Per la prima volta in Italia la politica che guarda a destra si è schierata a difesa degli allevatori italiani contro le multinazionali e contro il silenzio sindacale. Si tratta di Progetto Nazionale, un movimento che nella notte tra giovedì e venerdì ha affisso, in ben quattro province italiane, striscioni che non lasciano dubbi sulla denuncia politica della grave crisi lattiero-casearia in corso. Sicuramente per alcuni di voi questo tipo di comunicazione non ha alcun valore perchè non effettuato nelle sedi istituzionali opportune, ma sicuramente rappresenta un passo innovativo in un desolante panorama politico, dove prevalgono temi non urgenti e che non riguardano l’attuale crisi economica. Vi confesso che siamo lusingati che la dicitura del nostro precedente banner della pagina ufficiale di Facebook sia stato ripreso; vi parlo ovviamente di contenuti non di posizione politica che noi abbiamo, per statuto, deciso di non adottare. L’Associazione culturale Progetto Nazionale rivendica ufficialmente…

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A volte si preferisce non esternare quello che si prova, impossibilitati a parlare e pensare perchè increduli e sconcertati. Questo è il caso di oggi, dopo aver letto Catania.BlogSicilia. Questo baratto, già precedentemente anticipato, quanto ci costerà in termini economici, occupazionali e sociali ? L’importante, ironicamente parlando, è che paghi sempre il primario italiano ! Via libera del Parlamento europeo all’incremento della quota d’import dell’olio di oliva tunisino in regime di esenzione fiscale nel mercato comunitario. La decisione, votata stamani, con 500 voti favorevoli, 107 contrari e 42 astensioni, diventa definitiva e rischia di assestare un duro colpo al comparto olivicolo siciliano. Nelle scorse settimane a più riprese alcuni eurodeputati hanno tentato di scongiurare questa decisione attraverso degli emendamenti contrari all’incremento dell’import. “Il mercato europeo sarà letteralmente sommerso da 70 mila tonnellate di olio tunisino in più all’anno e senza alcun dazio – spiega l’europarlamentare Salvo Pogliese che ha dato…

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Come un condottiero e guerriero vichingo, il Ministro Martina è pronto a difendere e lottare per ottenere la moratoria dei debiti delle Aziende Agricole. Si, avete capito bene! L’obbedienza cieca ed assoluta di un Ministro della Repubblica ad un sindacato italiano appare sconcertante. Di fatto si ascolta solo una parte sindacale trascurando l’altra parte come se venisse stilata una lista di agricoltori classificati come buoni o cattivi, se volete di seria A o B. Nessuno ricorda che per pagare i debiti serve un prezzo dei prodotti agricoli adeguato. L’agricoltore e l’allevatore è il primo imprenditore nel Belpaese ad investire nella propria attività, ovviamente se riesce a guadagnare dal proprio lavoro. Qui si assiste solo ad una spremitura delle attività costruite in generazioni di lavoro. Nessuno sa ascoltare l’unica e reale esigenza che hanno le nostre attività: il prezzo. – ROMA – “Il settore del latte sta attraversando una crisi che…

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Non si tratta di Fatima. Non si tratta di San Giovanni Rotondo. Si tratta del miracolo Coldiretti. Come in una sorte di moltiplicazione dei pani e dei pesci il primo sindacato italiano annuncia di essere riuscito a far assegnare agli agricoltori grandi quantità di gasolio agricolo. L’annuncio pubblicato su Il Punto Coldiretti lascia sgomenti ed impreparati perfino gli stessi agricoltori. Basta l’incubo distributore, stop alle paure di rimanere a secco. Più carburante ad accisa agevolata per le aziende agricole. Accogliendo le richieste della Coldiretti, il Ministero delle Politiche agricole ha emanato un decreto con le nuove tabelle in cui sono indicati i quantitativi di gasolio che le Regioni devono assegnare alle imprese dall’anno in corso, ampliando notevolmente il novero sia delle colture che delle singole operazioni colturali prese in considerazione a tal fine. Il provvedimento, emanato dopo essere stato pienamente condiviso da tutte le Amministrazioni regionali, cancella di fatto i tagli…

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Finalmente, anche in politica, possiamo parlare di buone notizie! Secondo SardiniaPost le terre regionali, grazie all’importante lavoro realizzato dei Consiglieri di Sel, potranno essere date ai giovani agricoltori. I giovani sardi che intendono dedicarsi all’agricoltura potranno ottenere in concessione di terreni pubblici di proprietà della Regione. Lo prevede un emendamento alla Finanziaria 2016 presentato dal capogruppo di Sel, Daniele Cocco, e approvato all’unanimità dalla commissione Bilancio con il parere favorevole della Giunta. “È un voto importante che consentirà di raggiungere due obiettivi: favorire l’insediamento dei giovani in agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli vincolandone la destinazione d’uso – afferma Cocco -. La Commissione con questo emendamento ha finalmente accolto i contenuti di una battaglia che il gruppo Sel porta avanti da oltre un anno. Sul tema avevamo presentato una proposta di legge nel dicembre 2014″. Le agevolazioni saranno destinate ad aspiranti agricoltori con meno di 40 anni di…

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Che il primato tedesco nel settore automobilistico sia oramai tramontato lo sapevamo tutti ma nessuno si poteva immaginare che anche nella produzione delle loro famose birre ci fossero sorprese sconcertanti. Secondo la Gazzetta di Mantova si sono evidenziate tracce di diserbante in note marche tedesche. BERLINO – Cinquecento anni fa Guglielmo IV di Baviera firmò il decreto sulla purezza della birra, indicazioni che in parte ancora oggi ne governano la produzione. Il solenne anniversario rischia però di essere celebrato senza bollicine: l’Istituto per l’ambiente di Monaco, organizzazione che si batte per le colture biologiche, ha realizzato uno studio secondo cui 14 marche di birra tedeschi contengono il diserbante glifosato. Si tratta di una sostanza che da tempo divide gli esperti: per alcuni potrebbe essere cancerogena, per altri invece non è pericolosa per la salute dell’uomo. L’allarme è scattato in Germania, ma riguarda molti Paesi, tra cui anche l’Italia. «Il glifosato…

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