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Ciao Nazareno, essendo scomparso da parecchi anni di certo non mi potrai rispondere ma, ne sono sicuro, potrai ascoltarmi. Forse sarò irriverente ma ho deciso di darti del tu. Quando ho letto per la prima volta la tua storia sono sinceramente rimasto sconcertato perché non pensavo che l’altruismo, il senso della famiglia, l’umanità ed il senso dello Stato potessero ancora esistere. Tra le tante cose che mi hanno colpito c’è sicuramente il non aver mai voluto il deposito di alcun brevetto sulle tue ricerche perché hai avuto come obiettivo solo quello di portare pane sulle tavole delle famiglie italiane. Oggi le multinazionali sementiere seguono sicuramente la strada opposta che hai percorso nella tua attività. La ricerca non ha colore politico, la ricerca non può essere tirata per la giacchetta. La ricerca è un lavoro che richiede curiosità, costanza, voglia di rimboccarsi le maniche, studio, umiltà, umanità, voglia di mettersi in…

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Il Nuovo Agricoltore pubblica un articolo di Roberto Bartolini che, a qualcuno, può dare la senzazione del provocatorio. Cosa ne pensate? I media ci sono cascati un’altra volta, dando la notizia del matrimonio tra Bayer e Monsanto, che segue la fusione Dow-DuPont e l’acquisizione più recente di ChemChina-Syngenta. Purtroppo, quando si deve parlare seriamente di agricoltura “professionale”, emergono sempre più l’assoluta mancanza di preparazione “tecnica” dei giornalisti dei quotidiani e delle televisioni, insieme alla loro perdurante incapacità di informarsi da chi conosce le cose in maniera obiettiva. E così il consumatore, anche lui ben poco informato su come si lavora realmente nei campi tutti i giorni, continua a considerare gli imprenditori agricoli, eccezion fatta per quelli che fanno biologico o biodinamico, degli impenitenti “inquinatori” alla mercè delle multinazionali della chimica e delle sementi. Cosa abbiamo letto nei giorni scorsi su due quotidiani Citiamo alcuni passi letti in questi giorni, cominciando…

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Chi la ama, chi la odia. Chi la ritiene una voce fuori dal coro, chi la giudica sprezzante dei sindacati e della politica. Potete guardarla da ogni angolazione ma sta di fatto che l’associazione no profit “Insieme per la Terra” è diventata di fatto un vero fenomeno editoriale nel campo agricolo ed agroalimentare. Parlano chiari numeri: oltre 11.500.000 accessi, 900.000 pagine viste, 500.000 numeri di visite, 400.000 visitatori diversi, senza considerare i quasi 12.000 “Mi piace” sulla pagina Facebook ufficiale. La difesa del Made in Italy viene posto davanti a tutto e a tutti in barba alle consuete riverenze che normalmente assistiamo. Se la politica sbaglia nei contenuti ecco arrivare la scure di Insieme per la Terra senza usare toni parsimoniosi tipici dei tesserati di turno. L’associazione voluta e fondata dal mantovano Nicola Gozzoli, che ricopre la carica di Presidente nazionale, non solo sta costruendo una fitta rete con altre…

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Della sua scoperta hanno parlato i giornali di tutto il mondo, ma in Italia la notizia, almeno nei primi tempi, è passata quasi in sordina. Eppure è un italiano il padre dello studio che ha fatto conoscere alla realtà scientifica la fotosintesi inversa, un processo del tutto naturale che promette di rivoluzionare la produzione di carburanti e l’industria chimica. Il traguardo David Cannella, 32enne originario di Tivoli, lo ha raggiunto a Copenaghen, dove dal 2010 lavora come ricercatore. A inizio aprile 2016 il suo nome, insieme a quello del suo team di ricerca dell’università danese, è comparso sulla rivista Nature Communications: l’articolo ha avuto un record di condivisioni, sono arrivate chiamate dagli Stati Uniti e dalla Svezia per sapere del risultato innovativo per il settore. Dall’Italia invece pochi contatti, rare eccezioni. “In quel periodo si parlava del referendum sulle trivelle – racconta Cannella – Forse la fotosintesi inversa era un…

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Troppo spesso la ricerca della salute passa attraverso la ricerca di prodotti dal nome misterioso, altrettanto spesso in molti cercano rimedi miracolosi per banale pigrizia o per buona fede nei confronti di qualche millantatore. Alla luce di questa considerazione consiglio di rivolgersi ad esperti del settore alimentare per trovare soluzioni adatte ai propri bisogni. Un consiglio per il mese di gennaio? Aumentate il consumo di Crucifere (cavolfiori, verza, cavolo romano, broccoli ecc…) in quanto contengono glucosinolati, successivamente assorbiti dal nostro corpo anche come sulforafano, sostanza che può essere utile alla prevenzione del cancro. Dr. Matteo Pincella

Finalmente, dopo mesi e litri di inchiostro versati in “campagne elettorali” con slogan trionfalistici modello salvatori della Patria, leggiamo un Comunicato stampa sul sito di MIPAAF dove il si parla di uno stanziamento di 21 milioni in ricerca e sviluppo in campo agroalimentare. Sinceramente, era ora che il Ministro Martina ed il Ministero facessero un passo verso la qualificazione di quello che ci porta in cima al mondo, ecco le sue parole: “Vogliamo tutelare al massimo il nostro patrimonio unico di biodiversità – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – che è il tratto distintivo che fa dell’Italia un punto di riferimento per il mondo a livello agroalimentare. Per farlo investiamo nella ricerca pubblica, concentrando le risorse su un programma di attività che punta su innovazione e sostenibilità. In pochi anni possiamo essere leader sul fronte dell’agricoltura di precisione e delle biotecnologie sostenibili legate al nostro patrimonio colturale. Non siamo all’anno zero…

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Poche ore fa Teatro Naturale ha fatto sul suo sito gli auguri di buon compleanno alla varietà di frumento più famosa al mondo. “Ha 100 anni, ma non li dimostra il grano duro più celebre d’Italia: la varietà Senatore Cappelli. Frutto del genio di Nazareno Strampelli, fu rilasciata nel 1915 e deve il suo nome a Raffaele Cappelli, il senatore che mise a disposizione dello scienziato per le sue attività di ricerca e sperimentazione la “Masseria Manfredini” a Foggia. Proprio lì, nel 1919, l’Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura avrebbe costituito formalmente la Stazione Fitotecnica per le Puglie, oggi Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del CREA. La varietà Cappelli è stata selezionata per linea pura (cioè con le piante migliori) dalla varietà locale tunisina “Jean Rhetifah” e si caratterizza per un contenuto proteico elevato. Molto diffusa sul territorio fino agli anni sessanta e largamente utilizzata negli incroci, è…

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7/7