Author Archives: Nicola Gozzoli

Amici di Insieme per la Terra iniziamo l’anno 2016 parlando del sistema Grano comunale grazie all’illustrazione del progetto con 13 slide. Come non aderire al Progetto Sicilia?   Dr. Nicola Gozzoli Presidente Insieme per la Terra    

I questi anni la presa di coscienza dell’agricoltore sta aumentando sempre di più, anche se il Sindacato adotta ogni strategia per confondere ed ingannare l’associato di turno. Tutti ci siamo domandati a cosa servono i Sindacati, una casta intoccabile, potente, autoritaria, ben addentrata nelle stanze dei bottoni. Facciamo il punto della situazione. Il Sindacato è assolutamente indifferente agli agricoltori ossia ai custodi del territorio. Se dovesse essere abbandonata l’attività agricola il territorio rimarrebbe incustodito con una conseguente alta probabilità di disastri naturali dai costi umani ed economici non sostenibili da qualsiasi Paese. Purtroppo l’agricoltore o meglio il socio è considerato un numero nella massa con nessuna voce in capitolo. Il Sindacato procede inesorabilmente a soffocare la qualità dei nostri prodotti. Il prodotto estero non è controllato come quello italiano. Siamo il Paese che fa più controlli sanitari nel settore alimentare di tutta l’Europa, grazie all’attività dell’ASL e grazie anche all’attività…

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Mentre la politica romana si interroga se può lavorare in aula parlamentare più di 2,5 giorni a settimana, l’Italia che lavora affonda silenziosa in una palude. E’ il caso delle arance pagate a 7 centesimi al kg in campagna che tolgono ai nostri agricoltori perfino la voglia di pensare al domani. Come avevamo accennato nel nostro precedente articolo il fenomeno del caporalato potrà essere stroncato solo in caso di un’adeguata remunerazione del prodotto in campagna; in caso contrario inevitabile sarà il continuo, per non dire maggiore, ricorso a questa pratica per riuscire nella raccolta, evitando così di vedere per mesi alberi carichi di frutta marcita. Parole, tante parole. Dei fatti nemmeno l’ombra. Abbandonati dalle Istituzioni, dai pseudo-sindacati ed anche dai media nazionali, gli agricoltori cosa possono fare? Ancora una volta le politiche degli annunci di Coldiretti – Martina si sono dimostrate fallimentari con il risultato che chi ci rimette è…

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Dal Responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Assessorato lombardo all’Agricoltura Dr. Matteo Bernardelli arriva la conferma di quanto purtroppo noi allevatori avevamo oramai compreso: il settore del latte è nel caos. In questi mesi stiamo assistendo a continue incomprensibili attività legislative, conflitti di competenza istituzionali, importazioni massicce di latte da Olanda e Paesi del nord Europa, crollo delle quotazioni del latte spot, interventi sospensivi dei Tribunali regionali, silenzio ed assenza dell’attività sindacale, annunci politici poi smentiti dai fatti, assenza di una programmazione a medio – lungo termine, assoluta indifferenza della politica romana oltre al tramonto dell’attività di Agea. L’unica cosa certa è la percezione di un totale smarrimento per tutti gli addetti al settore e l’impossibilità di qualsiasi programmazione per il futuro. (Roma, 10 febbraio) La richiesta dell’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, di convocare urgentemente il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e Agea per un’audizione in Conferenza delle Regioni sul tema…

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Veritiera, puntuale e condivisibile è l’analisi di Roberto Bartolini pubblicata su Il nuovo agricoltore. Il recente fatto di cronaca del mancato pagamento dell’acconto Pac 2015 per moltissimi agricoltori non ha trovato nemmeno una minima citazione in alcun giornale o servizio televisivo. E dire che si tratta di quattrini promessi e dovuti a molti cittadini e non recapitati dalla Pubblica Amministrazione nei tempi stabiliti, per mancanza di fondi, per i soliti intoppi burocratici o non si sa per quale altro motivo. Fatto sta che se una cosa del genere, che riguarda migliaia di persone, avesse interessato qualsiasi altro settore diverso dall’agricoltura, ne avremmo sentito parlare per giorni. Ma si sa, purtroppo, anche se ci sediamo regolarmente a tavola più o meno tre volte al giorno, tutti danno per scontato che ciò che mangiamo c’è e ci sarà sempre, come l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo. Così ben pochi si preoccupano…

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Oltre alla cucina straordinaria a Lucca potete anche ascoltare barzellette tragicomiche come quella relative alla raccolta differenziata. Non ci credete? Provate a leggere questo articolo. Cinque euro, sei al massimo. Tanto risparmia una famiglia di quattro persone con una casa sui 100 metri quadrati nell’arco di un intero anno se si adopera nel ridurre a meno della metà il numero dei conferimenti – e quindi delle esposizioni – del bidone grigio, quello dei rifiuti non riciclabili. Ecco il premio che spetta a chi si impegna nel differenziare i rifiuti di casa. Il conto non premia affatto chi si adopera e comunque permette un tangibile risparmio nel sistema: meno materiale indifferenziato significa meno cassoni in movimento, meno impiego di personale di Sistema Ambiente, meno costi di conferimento in discarica. L’equazione non avvantaggia, se non di un’inezia, il contribuente volenteroso. Dr. Nicola Gozzoli Presidente Insieme per la Terra

Di recente mi sono confrontato con molti colleghi che somministrano grandi quantità di soia ai propri assistiti al fine di limitare le quantità di carne assunta con la dieta. Sebbene la soia abbia proteine di alto valore biologico resta da puntualizzare che, come tutti i legumi, ha alti livelli di anti nutrienti al suo interno. Tali anti nutrienti si inattivano con la cottura, purtroppo però le alte temperature portano alla denaturazione di tali proteine che quindi risultano essere poco efficaci al fine nutrizionale. Inoltre l’acido fitico che contiene ha dimostrato effetti negativi su tiroide, con possibile calo del metabolismo (si ingrassa) e fegato. Detto questo il mio consiglio non è quello di eliminare completamente tale alimento, soltanto non consumatelo come unica fonte proteica della vostra dieta. Dr. Matteo Pincella

Cara ENI fatti un’esame di coscienza e vedi di mettere mani ai tuoi portafogli. E’ questo che probabilmente hanno pensato alcuni parlamentari che hanno presentato una interrogazione relativa alla drastica riduzione del prezzo dei carburanti al distributore. Nell’eventualità che ciò dovesse avvenire anche il gasolio agricolo, tanto necessario alla nostra attività quotidiana, avrebbe una sensibile riduzione. GALGANO, MATARRESE, VECCHIO, LIBRANDI, BOMBASSEI, CATALANO, OLIARO, FITZGERALD NISSOLI, PINNA, CATANIA, LOCATELLI, QUINTARELLI, SOTTANELLI, MOLEA, VARGIU, VEZZALI, CAPUA, D’AGOSTINO, BARADELLO e DAMBRUOSO. – Al Ministro dell’economia e delle finanze. – Per sapere – premesso che: nonostante il crollo del costo del petrolio registrato negli ultimi tempi, i prezzi della benzina in Italia non sono diminuiti in proporzione in quanto a gravare in maniera decisiva sui prezzi alla pompa sono soprattutto le imposte; considerate le quotazioni attuali del greggio, il cui costo è sceso del 19 per cento rispetto al 2008, il prezzo del carburante…

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L’intermittenza e l’ipocrisia politica sono, purtroppo, nel DNA dei nostri esponenti italiani. E’ il caso dell’olio tunisino. Il Partito Democratico e tutte le componenti del Partito Popolare, compresa Forza Italia, hanno votato pochi giorni fa per acconsentire l’importazione senza dazi di olio tunisino. Gli esponenti politici italiani che siedono sulle poltrone di Bruxelles non si sono preoccupati minimamente delle conseguenze economiche che una simile scelta possa causare. Ma vi è di più. L’On. Comi di Forza Italia fra poche ore parlerà in un convegno organizzato dal suo partito per parlare delle conseguenze che l’importazione di olio tunisino causerà all’economia meridionale. In Europa il partito di Berlusconi vota a favore dell’olio tunisino, in Italia si fa invece marcia indietro trovando, magari, delle giustificazioni da arrampicata sugli specchi. La nostra ricerca di referenti credibili per il primario continua inesorabilmente. Anche se vige il detto “chi cerca un amico trova un tesoro” abbiamo sinceramente…

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In questi giorni ci siamo sentiti ribadire, in tutte le salse, che i problemi del prezzo del latte erano risolti dopo l’incontro romano per la definizione del paniere di voci utilizzate nel nuovo meccanismo ideato dal Ministero. Oggi si scopre che il braciere è ancora caldo, anzi letteralmente bollente. Secondo Agricolae in queste ore si sta verificando una situazione paradossale. Si rimette tutto in discussione per il prezzo del latte alla stalla. Lactalis sembra disdica l’accordo per evitare che si rinnovi automaticamente. L’industria del latte avrebbe inviato infatti – da quanto apprende AGRICOLAE – una lettera alle aziende fornitrici per comunicare che dal primo di aprile ritratterà sul prezzo del latte. Il contratto verrebbe dunque in questo caso disdettato per evitare che si rinnovi automaticamente a 36 centesimi (cifra non riportata nella lettera). La Lactalis è comunque disponibile a rinegoziare l’accordo – si legge – e invita a mettersi in…

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