Author Archives: Nicola Gozzoli

Il manuale di come prendere in giro gli allevatori italiani è oramai cosa consolidata in questi anni di assenza di politica agricola e sindacale. Il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e Mister milionario Gesmundo non hanno progettato e costruito soluzioni strutturali che potessero sostenere e rilanciare l’agricoltura e l’agroalimentare italiano ma si sono accontentati di soluzioni tampone; praticamente hanno dato l’aspirina ad un malato terminale entrato oramai in coma. Il caso del latte pubblicato sul Sole 24 Ore, dai noi anticipato con un articolo dal titolo “UE: troppo #latte, meglio abbattere i #bovini. Poche ore al via libera“, è assolutamente emblematico. Invece di proporre soluzioni a medio – lungo termine il Ministro Martina ha messo sul tavolo un premio di 10 milioni per chi riduce la produzione ed altri 10 milioni per acquistare formaggio per gli indigenti. Considerato l’elevato numero di Allevamenti in Italia queste misure non sono nemmeno…

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Questa è un chiaro esempio di cosa significa Europa: povertà e svalutazione del nostro sudore e dei nostri prodotti. Quando capiremo che il settore primario italiano sarà completamente eliminato da Bruxelles ? L’articolo di Agronotizie non lascia dubbi in merito. Ovviamente le Istituzioni tacciono ! Tempi duri per il latte ovino, entrato in una spirale di prezzi bassi che sembra emulare la difficile situazione del latte vaccino. Il forte aumento dell’export registrato nel 2015, con uno straordinario più 23%, ha consentito al latte di raggiungere quotazioni che sino a pochi mesi fa superavano in alcuni casi i 100 euro per ettolitro, un euro al litro. Un aumento che per il latte ovino prodotto in Sardegna ha sfiorato il 16% in più rispetto all’anno precedente. Poi da marzo di quest’anno i prezzi hanno iniziato a precipitare senza sosta. Per il latte prodotto in Lazio Ismea riporta il 17 giugno quotazioni di…

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Succede però, che col passare degli anni, vuoi per il profondo groviglio burocratico creato ad hoc per il mantenimento delle fitte reti politico-clientelari, vuoi per la dipendenza sempre più forte del settore agricolo agli aiuti Europei (complice la forte congiuntura di mercato dei prodotti), il comparto politico delle organizzazioni professionali agricole ha iniziato a perdere smalto, facendo spazio ad un assetto quasi del tutto dirigistico. Perché c’è da far quadrare bilanci e portare a casa soldi, affinché, da buone succursali della politica, alimentino il loro sistema chiuso, autopoietico e autoreferenziale. Nulla di nuovo, fin qui si può dire, uno degli apparati classici all’Italiana, di quelli duri a morire, salvo forti scossoni. Il problema però è che l’agricoltura vive di sussidi e muore di burocrazia. Ed è qui che subentra un conflitto di interessi elefantiaco. Già, perché purtroppo, ai tavoli verdi si siede un direttore di una OP (magari con un…

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Ammirevole, ironicamente parlando, è il confezionamento chirurgico delle statistiche diffuse periodicamente dalla Coldiretti. Per nascondere e confondere la realtà delle cose vengono presi i numeri del momento ed illustrati con assoluta freddezza. In ogni analisi, sottoposta all’attenzione del lettore del momento, è decurtata la valutazione economica; mai viene affrontata la tematica dei prezzi in campagna. Anche nell’articolo della Gazzetta di Mantova pubblicato due giorni fa appare evidente e, consentitemi, indecente, l’epurazione di ciò che interessa di più ossia il prezzo. Il miglior rimedio contro il caldo e l’afa che si sono abbattute sulla nostra provincia? Bere acqua, questo è ovvio. Ma anche mangiare tanta frutta. E Mantova si conferma territorio in cui la frutta è ben presente dato che, secondo i dati forniti da Coldiretti, quasi il 60% dei frutteti dell’intera regione Lombardia è concentrato nella nostra provincia. Sono 4.864 gli ettari coltivati a frutteto nel nostro territorio, sui 7.859…

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Il settore agricolo di tutta Europa è oramai diventato insofferente verso la UE della finanza e delle banche. Gli agricoltori e gli allevatori inglesi si sono compattati per dire “basta” a questa Europa oramai malata ed al collasso. In Italia gli operatori del primario cosa voterebbero se gli fosse data la possibilità? Il Brexit ha vinto, e il Regno Unito è fuori dalla UE, per decisione dei suoi cittadini. Analizziamo ora i risultati di questo storico voto in base alle zone in cui il referendum ha avuto luogo. Il Regno Unito è diviso in quattro stati, Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Il “Leave” ha trionfato in Inghilterra, con 15,188,406 voti (53.4%). Il “Remain” riceve 13,266,996 voti (46.6%). Affluenza al 73%. Anche in Galles il Leave ha vinto con 854,572 voti (52,5%) contro 772,347 voti (47,5%) per il Remain. Affluenza al 71,7%. L’Irlanda del Nord ha visto un prevalere…

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Recentemente l’Associazione dei Produttori Agricoli laziali (AS.P.AL.) si è riunita nell’assemblea dei soci in un incontro in cui sono state presentate le rivendicazioni e le prossime strategie. Queste le richieste sulle quali Aspal è pronta a dare battaglia, sottoscritte insieme ad altri movimenti e associazioni autonome del settore agricolo di altre regioni italiane: 1. Applicazione ed estensione delle clausole di salvaguardia nelle importazioni, così come scritto nel trattato Euro – Marocco, per la tutela dei produttori e consumatori locali; 2. Nuove regole sul commercio che diano equilibrio e trasparenza a tutta la filiera agro-alimentare; misure urgenti contro l’indebitamento delle nostre aziende, da concordare in Europa con la deroga ai vari trattati; 3. Garanzia che la spesa pubblica gestita da Regioni e Stato vada veramente a finire nelle tasche dei produttori veri, sostenendo il reddito e il lavoro degli stessi (Agea, PSR regionali e indennizzi contro la batteriosi del kiwi nel…

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Che al Presidente del Consiglio Matteo Renzi non interessasse nulla dell’agricoltura e dell’agroalimentare lo avevamo capito da tempo ma non immaginavamo che la memoria si nebulizzasse perfino a San Pietroburgo. Tra una chat e l’altra in conferenza stampa, tra un pennichella e l’altra, ci si accorge che nella delegazione di imprenditori al seguito dell’ufficio di presidenza mancano i rappresentanti dell’agroalimentare italiano. Sicuramente non saremo così importanti come gli amici dell’Eni ma abbiamo la vaga certezza che il popolo russo preferisca degustare le nostre eccellenze. Dov’erano Moncalvo e Gesmundo? E le altre sindacali? Nessuno rileva e segnala questa mancanza per non alterare la sudditanza al politico del momento (almeno fino ad ottobre!). I veri politici avrebbero avuto un sussulto di vergogna davanti all’evidenza del proprio menefreghismo; a loro nulla interessa del lavoro e dei sacrifici giornalieri altrui, basta mantenere i propri interessi ed i propri obbiettivi. Questa la chiamereste lungimiranza o…

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Vi ricordate quante volte la Coldiretti ha annunciato il ritorno dei giovani in agricoltura? Solita politica degli annunci per poi vedere il nulla! Nell’articolo di Today 24 viene descritta la drammatica realtà del pomodoro. Dall’oro rosso siamo passati ai conti correnti in rosso! Cosa hanno fatto le sindacali agricole per bloccare le importazioni di prodotto straniero non controllato? Ai sindacalisti lasciamo le scuse, a noi produttori rimangono le ceneri di anni di duro lavoro. Con buona pace della ripresa tanto promessa. «Ogni fine stagione – afferma Buccheri – si fanno i conti e nel comparto agricolo delle serre, accade che i conti sono in rosso come i pomodori che si producono. Da gennaio a maggio il prezzo dell’oro verde non ha superato i 50 centesimi al chilogrammo. Non riuscendo a vendere nel mercato ortofrutticolo di Vittoria, molti produttori si sono spostati a Catania dove al massimo una cassetta di pomodori di 13 chili si…

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Continuano gli antipasti del TTIP. Ora tocca al pecorino. Come fanno i nostri politici a non vedere la distruzione delle nostre eccellenze agroalimentari? Il menefreghismo verso le produzioni del primario, condito da incapacità amministrativa, ha trasformato la politica nostrana in una vera e propria barzelletta. Perchè il nostro Ministero, attraverso le ambasciate, non opera un’azione di controllo e di tutela del Made in Italy nel mondo? A voi la risposta, a noi la certezza della vergogna. Grazie all’articolo de Il Giornale potremmo appendere uno scorcio sulla realtà delle patacche. Sulla busta il nome “pecorino” e una mucca sorridente a fare da accompagnamento. Cosa c’entri un bovino con il pecorino romano, non si capisce. Ma è quello che si vede sulle confezioni dei prodotti “taroccati” negli Usa, in Cina e nell’Est Europa e poi venduti come italiani. Anche se di nostrano non hanno nulla. Pecorino, il made in italy in ginocchio Oggi…

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Alla fine la terra pugliese deve pagare per l’incapacità dell’UE di assicurare confini chiusi a materiale vegetale infetto. In Europa tutto può entrare senza alcun controllo e/o comunque con controlli che fanno ridere perfino i polli. Alla fine chi ci rimette sono sempre i nostri produttori con un devastante impatto sociale ed economico sul territorio. I sindacati, in questa drammatica situazione, fanno praticamente quasi finta di nulla perchè, in definitiva, i propri soci non vengono nemmeno ascoltati. Olivicoltori lasciati soli. A leggere l’articolo di Repubblica faremo volentieri a meno, specie per chi ama questa straordinaria terra. Gli ulivi del Salento colpiti da xylella fastidiosa, e quelli sani nel raggio di 100 metri, potranno essere abbattuti. La Corte di giustizia Europea spegne le speranze della Puglia di riuscire a salvare gli alberi infettati dal batterio killer, pronunciandosi sulla questione sottoposta da alcuni proprietari di uliveti salentini e inoltrata per questioni di…

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