Author Archives: Nicola Gozzoli

L’abbandono inesorabile del territorio montano che abbiamo visto negli ultimi anni, sia per motivi economici sia per motivi culturali, ha permesso la crescita della comunità straniera. L’articolo del Corriere non lascia dubbi: 350.000 persone straniere sono diventati i nuovi custodi delle nostre montagne. Che cosa possono fare le montagne italiane per gli immigrati stranieri e che cosa possono fare gli immigrati per le nostre montagne? La doppia domanda non ha una risposta univoca, ma apre sicuramente spiragli e speranze nuove, forse inattese, nel quadro generale (e preoccupato) dello spopolamento, dell’invecchiamento e del declino economico alpino e non solo. Tra Alpi e Appennini, la presenza straniera era, nel gennaio 2014, di oltre 350 mila persone. Contro il «sottozero demografico» Stiamo parlando delle cosiddette Aree Interne, che rappresentano il 53 per cento dei comuni italiani (4.261), con il 23 per cento degli abitanti complessivi (ovvero oltre 13 milioni di residenti in una…

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Finalmente ci siamo! Dopo tre vani tentativi di inizio discussione, domani alle 18 presso la sede comunale della Capitale della Cultura Italiana e Capitale Gastronomica Europea verrà votata la mozione De.C.O. presentata da otto consiglieri della minoranza. L’appuntamento di domani è solo l’inizio di un breve percorso burocratico che si concluderà fra qualche giorno con la votazione del testo definitivo. Tutta la discussione del Consiglio Comunale verrà trasmessa in diretta streaming sul sito: http://video.comune.mantova.it/index.php/diretta-dalla-sala-consiliare Il nostro auspicio è che tutti i partiti e tutte le liste civiche presenti in Consiglio possano condividere questo percorso di tutela e rilancio di tutte le tipicità agroalimentari, artigianali e culturali della terra virgiliana. Dr. Nicola Gozzoli Presidente Insieme per la Terra

Nel silenzio e nell’indifferenza politica, sindacale e culturale le produzioni d’eccellenza delle nostre campagne spariscono inesorabilmente. Silenzio solo silenzio. Si ha l’impressione di vivere in una società surreale dove la realtà supera l’immaginazione. Identità perduta, tradizioni perdute. L’articolo della Stampa descrive come la scarsa redditività delle produzioni di arance, limoni e mandarini abbia portato ad una forte cementificazione. Sono il manifesto estetico della Sicilia, il profumo sensuale vagheggiato da poeti e viaggiatori, il luccichio tra i rami evocato da pittori e romanzieri, il vanto dei sollazzi arabi. Fecondi, gravidi di succo, luminosi. Gli agrumi. «Le arance dell’Isola sono simili a fiamme brillanti tra rami di smeraldo, e i limoni riflettono il pallore di un amante che ha trascorso la notte in lacrime per il dolore della lontananza», scrive nel 1160 il poeta siculo-arabo Abd ar-Rahman. «Splendon tra le brune foglie arance d’oro», gli fa eco sette secoli dopo Goethe, uno…

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Cambiare mentalità, cambiare impostazione lavorativa, cambiare la nostra vita quotidiana. Tutto è possibile per noi giovani agricoltori che crediamo nell’uso delle tecnologie. Mettersi in discussione per migliorarsi e per migliorare il lavoro a cui abbiamo dedicato tempo e passione. Le linee tracciate dall’articolo di Giampaolo Colletti guardano senza esitazione al futuro. Lavorare la terra con smarphone e tablet. Perché la generazione dei nuovi contadini oggi è sempre più hi-tech. Lo sa bene Francesca Nadalini, 36enne imprenditrice agricola di Sermide, in provincia di Mantova. Il suo lavoro di coltivazione di angurie e zucche mantovane di alta qualità è fatto anche di tanta tecnologia. Grazie al digitale monitora costantemente il grado zuccherino dei meloni, quelli che poi esporta per il 30% in Inghilterra, Francia, Svizzera, Austria, Germania. «Oggi chi lavora la terra deve sapere anche di agronomia, economia, logistica. Tracciabilità e sicurezza alimentare sono alla base del nostro lavoro perché perseguiamo la…

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Cercate casa? Magari siete nella lista d’attesa per una casa popolare? Questo di certo non è un problema che attanaglia i pensieri degli eminenti porporati romani. L’articolo del Corriere ci lascia assolutamente sgomenti per non dire indignati. Ufficialmente si professa la carità e la povertà ma in privato regna l’abbondanza. ROMA- «Ci sarà una trentina di cardinali che vive in appartamenti anche più grandi del mio…», ha detto, sfogandosi venerdì col Corriere della Sera, l’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone. Sarà vero? All’immenso patrimonio immobiliare della Santa Sede, il giornalista Gianluigi Nuzzi, sotto processo per Vatileaks, ha dedicato un capitolo del libro «Via Crucis», con un elenco di inquilini eccellenti, perlopiù cardinali, che a canone zero godrebbero di appartamenti. Uno di questi è il cardinale Ennio Antonelli, 79 anni: secondo «Via Crucis» vivrebbe in una casa — nel Palazzo di San Callisto a Trastevere — la cui superficie lorda è…

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La bilancia misura la massa totale corporea ma non ci dice di quanto grasso e quanto muscolo siamo costituiti. Come possiamo capire se stiamo dimagrendo (grasso) o deperendo (muscolo)? Possiamo sottoporci a periodici test: ? Antropometria ? Impedenza bioelettrica ? DEXA Questi sono gli strumenti più diffusi per l’analisi della composizione corporea. Ricordatevi che il muscolo è più denso del grasso. Se ad esempio peso un Kg di paglia ed un Kg di ferro noterò che i 2 materiali hanno volumi molto differenti! Dr. Matteo Pincella

L’articolo di Fabio Marcelli, Giurista internazionale, apparso su Il Fatto Quotidiano non lascia alcun dubbio: il Governo racconta un sacco di bugie oltre ad avere forti comportamenti antidemocratici sul referendum delle trivelle. Vi ricordate quando Bettino Craxi invitò gli italiani a disertare il Referendum? Fu sonoramente punito! E se accadesse anche in questo caso il Governo cosa farà? La nostra impressione è che il Premier tema una sonora sconfitta per non dire un disastro politico. Noi di certo andremo a votare “gridando” il nostro SI ! Va dato atto a Michele Emiliano, dirigente del PD e governatore della Puglia, di aver messo il dito nella piaga. Il vero problema posto dal referendum sulle trivelle è quello della politica energetica, ovvero dell’assenza della stessa (come di molte altre politiche degne di questo nome) da parte del governo Renzi, che campa alla giornata, fa il gioco delle tre carte e recepisce esclusivamente…

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L’Azienda di Collecchio si trova in un vero caos. Dopo i risultati positivi del boicottaggio realizzato dai consumatori forti sostenitori del latte italiano, oltre ad una parte del mondo politico, è la volta della discesa in campo dei lavoratori e degli azionisti di minoranza. I francesi hanno deciso di trasferire la sede legale a Milano tradendo il progetto iniziale promesso al momento della scalata ossia quello di costruire un grande polo del latte fresco a Collecchio. Promesse tradite da chi è abituato a fregarsene dei consumatori. Il Fatto Quotidiano descrive una situazione caotica. La Collecchio del miracolo del latte, culla storica della Parmalat fondata e poi affondata da Calisto Tanzi, quindi rinata durante il commissariamento di Enrico Bondi e poi comprata dai francesi di Lactalis, perderà la sua valenza legale per il gruppo. Nel 2011 l’offerta di del gruppo della famiglia Besnier per l’acquisizione prometteva di trasformare il distretto parmense…

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L’iniziatica della Coop, ampiamente pubblicata dal Sole 24 Ore, ci lascia veramente sconcertati per non dire sconvolti. Andiamo per gradi. Combattere lo sfruttamento e l’illegalità lungo le filiere dell’agroalimentare. In particolare in quella dell’ortofrutta, tra le più vulnerabili ad azioni illecite, come lavoro nero, caporalato e truffe alimentari. Questo l’obiettivo di fondo della campagna «Buoni e Giusti Coop», presentata al ministero delle Politiche agricole, con la quale la prima insegna della grande distribuzione in Italia – 1.100 punti vendita e oltre otto milioni di consumatori soci – rinnova l’impegno in una lotta che vede direttamente schierato anche il governo. Non a caso il ministro, Maurizio Martina, intervenendo all’iniziativa ha ricordato: «Stiamo combattendo il caporalato e il lavoro nero con strumenti innovativi e attraverso una collaborazione di squadra tra istituzioni, imprese e associazioni ancora più stretta di quanto sia stato fatto finora. Questa campagna apre una strada importante ed è significativo…

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L’abuso dell’utilizzo del tricolore nell’agroalimentare è oramai cosa ampiamente risaputa. Non di rado capita che si garantisca sulle confezioni l’italianità del contenuto quando magari del Belpaese non ve traccia. Oggi vorremmo parlare con voi dell’iniziativa che la nota catena straniera della grande distribuzione organizzata LIDL. Nel logo della nota Azienda è stato introdotto il nostro tricolore, facendone un elemento chiave nelle variopinte campagne pubblicitarie televisive e cartacee. Sicuramente l’iniziativa di carattere puramente commerciale ha l’obbiettivo di attribuire alla catena distributiva una caratteristica di famigliarità oltre a trasmettere una forte sensazione di sicurezza alimentare al proprio consumatore. Fino a qui non avremo nulla da obbiettare, indipendentemente che la proprietà non sia italiana, se non fosse che molti prodotti venduti sono stranieri. Come giudicare quindi l’introduzione del tricolore nel logo? Guardate la situazione con la prospettiva che ritenete migliore, ma a mio giudizio stiamo parlando di un vero e proprio abuso commerciale…

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