Author Archives: Nicola Gozzoli

Il Presidente Mattarella ha più volte invitato a non costruire “muri” nei confronti dell’immigrazione. Ci rendiamo conto che questa non è la sede dove trattare l’argomento ma vogliamo fare una riflessione sul silenzio del Presidente della Repubblica sul muro politico ed economico eretto contro la Russia di Putin. Non una parola, non una presa di posizione, non un invito al dialogo, non un monito o una condanna decisa. Solo silenzio. I contraccolpi economici che le nostre aziende agricole e aziende agroalimentari hanno dovuto sopportare sono difficilmente conteggiabili perchè coinvolgenti più comparti agricoli (per es. lattiero-caseario, frutta, verdura, carne, uova) oltre alla durata pluriennale; l’unica cosa certa è che la politica non dialogante ha causato danni occupazionali incalcolabili oltre a massacrare anni di duro lavoro produttivo e commerciale realizzato in funzione dell’export russo. Gli operatori del settore primario non sono tutelati ne dalle sindacali agricole ne dai vertici politici italiani; nessuno…

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Vi sembrerà un’assurdità ma la realtà è che le banche non conoscono l’agricoltura del Belpaese. Vi starete domandando se sono impazzito oppure a cosa concretamente mi sto riferendo? Tutto inizia da un articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 20 di agosto dal titolo “Dalle BCC più impieghi al settore agricolo“. Dopo il consueto carosello di cifre che indicano un aumento dei finanziamenti bancari destinati all’agricoltura friulana, vengono dati dei consigli per migliorare il rapporto banca – impresa: “Quello che conta, però, è che le aziende sappiano presentarsi alle banche con idee innovative, business plan ben fatti e bilanci ben scritti“ Ci permettiamo di fare alcune osservazioni: 1. I business plan, essendo realizzati da professionisti economici con adeguate competenze, richiedono costi tecnici non indifferenti soprattutto tenendo conto che spesso le Sindacali richiedono costi pratica anticipati ed a percentuale; 2. Per la quasi totalità le Aziende Agricole sono ditte individuali e…

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Dopo la sonora bocciatura dell’Università di Perugia che invitava il Ministro Martina a smetterla di parlare di semplificazione, causa aumento abnorme della burocrazia, arriva la bastonata de Il Sole 24 Ore. Nella giornata del 20 agosto, il principale quotidiano economico italiano, ammette che “Il governo è corso ai ripari con nuovi finanziamenti e anche un intervento forte con le banche per una moratoria dei debiti sia per i produttori di latte che per i suinicoltori. Ma si tratta di misure che ancora devono diventare operative e in particolare per quanto riguarda la moratoria per il settore suinicolo è attesa l’interpretazione dell’ABI. I finanziamenti sono così stati spesso dirottati alla gestione ordinaria“. Ancora una volta la campagna degli annunci televisivi del Ministro Martina e della Coldiretti non coincide con la realtà. Agricoltori presi per cretini ed ignoranti nel vedere l’incapacità nel gestire il comparto primario italiano, mentre la gestione fallimentare arriva da…

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Mi ero ripromesso di non intervenire vista la conclusione sostanziale della vicenda delle multe latte anno 2014/2015, ma dopo i recenti e scandalosi proclami dell’On. Carra ho deciso di raccontare la verità. Nelle prime settimane del 2015 ho personalmente incontrato l’On. Carra, il Sen. Gaetti, l’Assessore Fava per modificare la legge Zaia, in particolare togliere l’articolo relativo alla maggiorazione del multe. Questi incontri non hanno purtroppo portato a buon fine per la decisione immodificabile del Governo di far pagare ad ogni costo agli allevatori italiani questa super multa. In prima linea governativa era presente sia l’On. Carra sia l’On. Cova. I Sindacati italiani si erano letteralmente volatilizzati; nulla hanno detto e nessuna proposta è stata mai presentata in Commissione Agricoltura. L’unica espressione di dissenso si è udita con due presidi ai caselli autostradali da parte di Copagri ma ad approvazione avvenuta. Vigendo in Italia il principio del “silenzio – assenso”…

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Chi la ama, chi la odia. Chi la ritiene una voce fuori dal coro, chi la giudica sprezzante dei sindacati e della politica. Potete guardarla da ogni angolazione ma sta di fatto che l’associazione no profit “Insieme per la Terra” è diventata di fatto un vero fenomeno editoriale nel campo agricolo ed agroalimentare. Parlano chiari numeri: oltre 11.500.000 accessi, 900.000 pagine viste, 500.000 numeri di visite, 400.000 visitatori diversi, senza considerare i quasi 12.000 “Mi piace” sulla pagina Facebook ufficiale. La difesa del Made in Italy viene posto davanti a tutto e a tutti in barba alle consuete riverenze che normalmente assistiamo. Se la politica sbaglia nei contenuti ecco arrivare la scure di Insieme per la Terra senza usare toni parsimoniosi tipici dei tesserati di turno. L’associazione voluta e fondata dal mantovano Nicola Gozzoli, che ricopre la carica di Presidente nazionale, non solo sta costruendo una fitta rete con altre…

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Senza sosta, senza scrupoli, l’Italia dell’informazione agricola distorta continua a raccontare illusioni e bugie. Per commentare l’articolo del Corriere useremo le parole di Alessandro Riganelli, fondatore di Fitowell: “le visioni distorte, alterate, la lettura dei dati affidate a giornalisti impreparati, che non sanno leggere l’altro lato della medaglia. Una lettura trimestrale del pil in agricoltura. Come pesarsi solo dopo ferragosto. L’importante è il messaggio che si vuol far passare, condirlo con retorica e oscurare la situazione disastrosa delle imprese. Venghino signori, venghino.” Due indizi non fanno ancora una prova. Tuttavia cominciano a denotare una tendenza. L’Italia sta registrando una crescita per volumi, valori e posti di lavoro nell’agricoltura. In un secondo trimestre asfittico (a segno zero) l’Istat contabilizza una crescita del settore primario che unito a quello dei servizi compensa le difficoltà dell’industria. Un mese fa l’istituto di statistica aveva segnalato una convinta ripartenza del Meridione attribuendola, dopo sette anni…

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Cari titolari di Aziende Agricole, cercate di non morire o almeno resistete fino a quando in Agea non si faccia maggiore chiarezza sulle procedure da seguire per il passaggio della titolarità agli eredi. Più la burocrazia è farraginosa e maggiore saranno i costi a carico degli eredi; in un epoca di vacche magre magari sarebbe auspicabile un drastico snellimento delle procedure. Con la circolare AGEA.2016.16382 vengono individuate le procedure da attivare per il subentro degli eredi nel caso di decesso del titolare di diritti all’aiuto nell’ ambito dei pagamenti PAC. La procedura indicata nella circolare si applica esclusivamente in caso di decesso della persona fisica titolare dell’azienda e del fascicolo aziendale (non riguarda quindi i casi di “affitto col morto” che hanno creato problemi talvolta rilevanti nel recente passato). La medesima procedura può essere eseguita esclusivamente dall’erede legittimo o testamentario, persona fisica, o dalla comunione ereditaria composta da tutti gli…

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L’articolo di Roberto Bartolini pubblicato su Il Nuovo Agricoltore boccia senza ombra di dubbio l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Come sempre la realtà è ben diversa dalle chiacchiere ministeriali. Gli agricoltori italiani sono ormai ben consapevoli che devono garantire, oltre ai prodotti che ci servono per vivere, anche alcuni benefici ambientali a fronte di pagamenti specifici previsti dalla nuova Pac. «I veri problemi degli agricoltori nascono però dall’incertezza delle norme e dalle inefficienze informatiche di Agea», tuona Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia, che riporta tre esempi di ciò che non funziona e che qualcuno al Ministero dovrebbe mettere a posto in vista della domanda 2017. La questione dell’erba medica Dal 2016 l’erba medica e le leguminose foraggere sono “coltura” e non sono classificate come “erba o altre piante da foraggio”. Questo cambiamento ha finito per penalizzare molto l’Italia, soprattutto nelle zone di produzione del Parmigiano Reggiano e dei…

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“Chiederò alla commissione antimafia di intervenire, perché qui accadono fatti gravissimi, sui quali bisogna indagare a fondo”. Luigi Gaetti, senatore dei 5stelle e vice presidente della Commissione parlamentare Antimafia, ha visitato i beni confiscati a Maiano di Sessa Aurunca, gestiti dalla cooperativa “Al di là dei sogni”, quelli dove il 6 luglio andarono in fumo 4 ettari di alberi di noci per un incendio doloso. Gaetti, accompagnato da Sergio Nazzaro, consulente della Commissione Antimafia, ha voluto rendersi conto di persona di quello che è accaduto. “Mi sembra più che evidente che l’incendio sia doloso – ha commentato il senatore – il fuoco è stato accompagnato nel suo percorso. Vedere questi campi bruciati in maniera così vergognosa non si può non provare una grande sofferenza, soprattutto quando conosci coloro che su questi beni stanno dando l’anima per cambiare la propria terra”. Secondo i carabinieri che hanno fatto i primi sopralluoghi subito…

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Si sa la protesta agricola è assolutamente intermittente. Da ottobre a febbraio potete vedere gli agricoltori e gli allevatori a manifestare in piazza, a far presidi ai caselli autostradali e/o in riunioni interminabili con o senza le associazioni di categoria. I sindacati, che ben conoscono questa realtà, sanno ben usare e sfruttare questi comportamenti ovviamente a proprio vantaggio; bastano promesse vaghe, bastano finte proposte di settore, bastano tanti sorrisi e faccia tosta per “zuccherare” il clima avvelenato del momento. Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri sanno benissimo che una volta superata la data del 30 di settembre in Lombardia o il 30 di ottobre nel resto della penisola non potrà essere data disdetta da parte dell’associato di turno. E il gioco è fatto! Il duro lavoro estivo, l’impegno quotidiano necessario nell’allevamento, l’intermittenza del sostegno alla protesta dei Mass Media oramai vicini alle sindacali, permettono di spegnere ogni focolaio acceso nel Belpaese.…

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