Author Archives: Nicola Gozzoli

Con l’approvazione del TTIP verrebbero certamente spazzate via le nostre eccellenze. Nel vedere i retroscena dei lavori per la definizione di tutti i capitoli di questo trattato c’è veramente da mettersi le mani nei capelli. Ai politici europei, assetati di potere, non interessano il rispetto dei diritti e la tutela della salute dei propri cittadini. Ma chi ha mai eletto questi rappresentanti incapaci? L’articolo de Il Fatto Quotidiano lascia una sensazione di profondo disgusto. La procedura di arbitrato internazionale a cui le multinazionali avrebbero accesso contro gli Stati è tra i temi meno digeriti dall’opinione pubblica nel dibattito sul Ttip, il trattato commerciale in fase di negoziazione tra la Commissione Europea e gli Stati Uniti. Ma mentre le trattative sul Transatlantic Trade and Investment Partnership languono, rendendo meno probabile anche il via libera a quello che all’inizio era stato battezzato Investor-state dispute settlement (Isds ) e poi Investment Court System…

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C’è chi snobba l’argomento, c’è chi se ne frega, c’è chi ci guadagna, c’è chi non ne capisce niente e c’è chi dorme. Di quale settore sto parlando? Ovviamente l’agricoltura, comparto latte. Nessuna protesta, nessuna manifestazione e nessuna levata di scudi da parte Coldiretti, Confagricoltura e Cia. Sinceramente viene da domandarsi per quale motivo i sindacati vivono nell’oro mentre gli allevatori affogano; avete ancora intenzione di tesserarvi a queste strutture che non tutelano gli interessi dei produttori? Sicuramente l’articolo di Repubblica vi farà riflettere. Con il latte a 30 centesimi al litro il settore caseario ha dovuto subire un’emarrogia di 17mila posti di lavoro, tra i 10mila persi direttamente negli allevamenti e altri 7mila “bruciati” nell’indotto. “Un enorme calo dell’occupazione legato soprattutto al prezzo del latte, che oscilla attorno ai 30 centesimi di euro al litro ed è più basso di oltre il 25% rispetto ai costi, di poco superiori ai…

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Avete presente il gioco del tiro al piattello? Nell’attribuzione dei rispettivi ruoli la nostra associazione è sicuramente al posto del piattello. Le storiche associazioni sindacali agricole non perdono occasione per dare il meglio di se, ovviamente ironicamente parlando. Non passa giorno che da nord a sud, da est a ovest del Belpaese, non si raccomandi, nell’intimità degli uffici di zona, di non leggere i nostri articoli, di non condividere i nostri post e di non mettere il fatidico “Mi piace”. Come no profit sicuramente non possiamo biasimare la paura di Coldiretti e Confagricoltura nella diffusione della semplice verità nell’attuale situazione economica in cui viviamo. Non può essere tollerata una voce fuori del coro perchè potrebbe causare un’effetto domino sufficiente da far crollare il castello di bugie raccontate in anni di incapacità sindacale. Cara Coldiretti e cara Confagricoltura, state serene che la gente ha finito di piegare la testa ed ha…

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Tutti i nodi vengono al pettine! E’ proprio questo che abbiamo pensato nel leggere questo articolo. Interessante come l’antitrust sia particolarmente attiva per le imprese italiane mentre manchi di solerzia verso le multinazionali, per esempio del latte. Due pesi e due misure? Di certo la verità arriva sempre a galla! L’articolo de Il Sole 24 Ore lascia assolutamente perplessi su un settore poco conosciuto a livello economico ma che invece movimenta ragguardevoli importi. L’Antitrust sanziona con una maxi multa le aziende della distribuzione automatica e l’associazione annuncia il ricorso al Tar. Ieri l’Antitrust ha sanzionato i principali operatori della distribuzione automatica e semiautomatica di alimenti e bevande e la loro associazione di categoria (Confida) con una multa complessiva di 103,4 milioni. Motivo? Per l’esistenza di un’intesa anticoncorrenziale tra il 2010 e il 2014. L’accordo, volto a mantenere alto il livello dei prezzi e a preservare la redditività delle imprese di…

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Molto spesso pensiamo agli sportivi come a persone che non sanno apprezzare le nostre eccellenze agroalimentari perchè impegnati e totalmente concentrati nella propria attività. Ad aiutarci a sfatare questa credenza sono cinque ragazzi: Santino detto “Il Bresaola“, Simone detto “Bu“, Jacopo detto “Il Baciami“, Alex detto “Il Lord“, ed Enrico detto “Il Sindaco“. Chi è “Goduria vien da Sparta”? Siamo anzitutto un gruppo affiatato di amici con parecchi interessi in comune che ha poi fondato “La Goduria vien da Sparta” un’Associazione Sportiva Dilettantistica senza scopo di lucro che da 2 anni gareggia nelle ormai affermate spartan race/mudrun/obstacle race sia in Italia che al’estero. Quante volte vi allenate? Cerchiamo di mantenere almeno 4/5 giorni alla settimana. Questa disciplina richiede un allenamento preparato Vi allenate assieme? Purtroppo avendo lavori ed orari diversi, non è sempre facile trovarsi per allenarsi assieme, la cosa diventa più facile nel fine settimana. Seguite una particolare alimentazione? Ognuno…

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La complicità della politica con il mondo cooperativo è oramai cosa assodata. L’inchiesta sconcertante del Fatto Quotidiano lascia veramente allibiti. L’unica cosa certa che il cooperativismo necessita di una sostanziale riforma così da recuperare gli obbiettivi persi da tempo in forza del servilismo politico del momento. Le coop di consumo che raccolgono anche finanziamenti dai soci e non garantiscono il rimborso se qualcosa va storto. Quelle che offrono assistenza sanitaria pagando meno tasse di una clinica “normale”. Il neocapitalismo delle grandi multiutility emiliane che gestiscono rifiuti e servizi energetici e le “sette sorelle del mattone” finite in liquidazione o in concordato lasciando a casa i dipendenti. Le piccole cooperative di facchinaggio, logistica, pulizie o preparazione di alimenti che lavorano in subappalto e pagano 3 euro l’ora, in gran parte “al nero”, senza rischiare quasi nulla perché uno dei decreti attuativi del Jobs Act ha abrogato il reato di somministrazione fraudolenta…

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Oggi facciamo quattro chiacchiere con un giovane imprenditore siciliano: Sebastiano Amato. L’impegno e la passione per il proprio lavoro hanno reso questa Azienda un esempio d’eccellenza siciliana. Può parlarci sinteticamente di questo territorio? “AranciAmato nasce a Ribera, piccolo centro dell’agrigentino che vanta una lunga tradizione nella coltivazione agricola. L’eccellenza delle nostre arance è stata riconosciuta e premiata nel 2011 con il marchio D.O.P.”  Che prodotti offre la sua Azienda? “AranciAmato offre ai suoi clienti prodotti di prima qualità. Ne è la prova la bontà delle nostre arance, succose come solo quelle siciliane sanno essere, e del nostro olio, perfetto sia in cottura che da gustare a crudo.” Perché un consumatore dovrebbe scegliervi? “La tradizione sbarca sul web: noi di aranciAmato abbiamo deciso di affiancare nuovi modelli di comunicazione e commercializzazione alle tradizionali tecniche di coltivazione agrumicola. Ciò ci consente di mantenere inalterata la genuinità dei prodotti e di garantire ai…

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Prima va in giro per l’Italia annunciando tutto il suo sostegno politico al rilancio ed alla difesa del Made in Italy per poi aiutare gli amici industriali della Coca Cola. Non è fantascienza, non sto parlando di un marziano. Il suo nome è Matteo Renzi. L’amicizia verso le multinazionali, a cui vengono concesse agevolazioni fiscali di ogni genere, è cosa oramai ben risaputa e, sicuramente concorderete con noi, alquanto inopportuna. Invece di aiutare la piccola e media impresa agricola ed agroalimentare del Belpaese il Presidente del Consiglio si diletta a visitare le multinazionali di turno con tanto di fotografi e giornalisti al seguito. “C’è una grande necessità di aprire il nostro territorio alle aziende che portano posti di lavoro ed è fondamentale che ci sia l’impegno di un giusto business ambientale, dal profondo del cuore grazie a Coca-Cola per questo investimento”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita…

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Molto spesso il comune cittadino non sa la realtà della situazione agricola italiana. L’articolo di Jenner Meletti permette di fare molte riflessioni. A volte la realtà supera l’immaginazione! ROMA – Bisognerebbe tornare al baratto per capire l’economia “reale”. Il contadino italiano, per avere un caffè da 1 euro, dovrebbe andare al bar mettendo sul bancone 11 uova, oppure un chilo di carne di toro o di maiale, 6 chili di frumento tenero o di mais, quasi 3 chili di riso o 2 di mele. Se produce arance, in cambio della tazzina, ne deve consegnare 6 chili. Gli va meglio con le patate o con i pomodori di serra: ne bastano 2 chili. L’allevatore di vacche deve portare almeno 3 litri di latte e magari il barista gli chiede 10 o 20 centesimi in più in cambio della “macchia”. Non è in incubo e nemmeno uno scherzo: questi sono attualmente i…

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Pensavate per caso che la telenovela del gasolio agricolo fosse finita? Mettetevi comodi così da evitare linguaggi per così dire “accesi”. Dal 1 luglio 2016 in Lombardia cambierà metodo di ottenimento del libretto UMA. Ecco la procedura. La domanda per il gasolio agricolo verrà sempre fatta dal vostro CAA ma cambierà il rilascio in quanto sarà di competenza degli UTR regionali. Dopo aver ritirato l’incartamento dovrete andare di persona all’UTR per consegnare il tutto, ovviamente con tanto di fila tipica di un qualsiasi sportello pubblico. Il problema più grande sono i tempi di attesa per avere il buono che variano da un minimo di 10/20 giorni fino ad un massimo di 60 giorni. Altra seconda fila per ritirare il buono tanto atteso. E’ doveroso precisare che molti CAA, tra cui Confagricoltura e le associazioni dei contoterzisti, hanno intrapreso una protesta molta accesa; contrariamente inesistente è stata la protesta di Coldiretti…

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